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“Tracce” è il tema di Con-vivere 2022. La direzione scientifica al professor Maurizio Ferraris foto

Professore di filosofia teoretica all'Università di Torino, presidente del Labont (Center for Ontology) e direttore di "Scienza nuova", Ferraris è stato fondatore del "Nuovo Realismo" e visiting professor ad Harvard, Oxford, Monaco, Parigi

CARRARA – Tracce. Questo il tema dell’edizione 2022 di Con-vivere, il festival culturale promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e sostenuto da Comune di Carrara, Accademia di Belle Arti, Fondazione Marmo e Camera di Commercio, in programma quest’anno dall’8 all’11 settembre. Consulente scientifico di questa edizione sarà il professor Maurizio Ferraris, presente questa mattina a Palazzo Binelli per la conferenza stampa di presentazione insieme al presidente della Fondazione Crc Enrico Isoppi e alla direttrice del Festival Emanuela Mazzi. “Una prassi molto stimolante quella di cambiare consulente ogni anno insieme al tema – ha sottolineato Mazzi, ricordando che dopo la morte del padre fondatore del festival e curatore di quattordici edizioni Remo Bodei, le edizioni 2020 e 2021 sono state curate dal punto di vista scientifico da Chiara Sareceno e Telmo Pievani – perché permette di creare una sorta di staffetta che ci dà modo, tra le altre cose, di ampliare la rete dei nostri amici e sostenitori”. Poi la direttrice del festival ha spiegato come è nata la scelta del tema: “L’argomento viene fuori in maniera spontanea durante l’edizione in corso. Nell’ultimo festival la domanda rimasta in sospeso era: come comunicare i contenuti in riferimento alla cura? Chi riceve queste informazioni, chi le gestisce, chi le controlla? E come è cambiata questa cosa oggi grazie allo sviluppo degli strumenti digitali? Ecco, rispetto a questo quadro bisognava trovare la parola che identificasse il tema. Così abbiamo scelto «tracce»”.

Tracce come segni lasciati su una superficie, o come qualsiasi altre indicazione che rimandi alla presenza o al passaggio di un essere vivente. Tracce del passato, quelle che ci ricordano il percorso che abbiamo lasciato alle spalle; del presente, che ci raccontano chi siamo; e del futuro: quelle su cui costruiamo il domani. A sviscerare il tema sarà Maurizio Ferraris, professore di filosofia teoretica all’Università di Torino, presidente del Labont (Center for Ontology) e direttore di “Scienza nuova”, l’istituto di studi avanzati dedicato a Umberto Eco che unisce l’Università e il Politecnico di Torino, Fondatore del “Nuovo Realismo” e visiting professor ad Harvard, Oxford, Monaco, Parigi, è anche editorialista di Repubblica, Neue Zürcher Zeitung e Libération, nonché autore di fortunati programmi televisivi e di oltre sessanta libri tradotti in tutto il mondo. “Quando Emanuela (Mazzi, direttrice del festival, ndr.) mi ha chiamato, mi sono detto: «Finalmente occuparmi di qualcosa su cui mi sento competente» – ha raccontato Ferraris – I filosofi, di solito, hanno una presunzione di onnicompetenza, ma spesso sono smentiti dalla realtà”. Ferraris ha parlato poi della centralità del tema delle tracce in una società, quella di oggi, in cui il web e i suoi strumenti investono la quotidianità in ogni suo aspetto. Per poi lanciare una scommessa: quella di “trovare una via rivoluzionaria per creare delle piattaforme civiche che permettano di ridistribuire all’umanità tutto il valore che produce”.

Presenti in collegamento anche il sindaco Francesco De Pasquale e l’assessore alla cultura Federica Forti. “Trovo l’argomento di quest’anno molto suggestivo – ha detto De Pasquale – è interessante, in particolare, andare a scoprire e analizzare le tracce che noi, come persone, lasciamo nel territorio in cui viviamo”. “Un tema, quello delle tracce, che permette di spaziare dai piani più concettuali fino ai lati concreti del nostro vivere quotidiano – ha aggiunto l’assessore Forti -. Credo che possiamo aspettarci tanto da questa edizione”. Edizione per la quale lo staff è già al lavoro, in modo da rendere noto il programma degli appuntamenti entro luglio.