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Bastet, la maxi gatta dell’antico Egitto è a Carrara fino ai primi di dicembre

Poi partirà alla volta della Florida. Lo scultore Umit Turgay Durgun: «Raggiunge il suo scopo, la sua finalità quando si entra, fisicamente, dentro di lei»

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CARRARA – È stata inaugurata nei giorni scorsi in piazza Cesare Battisti, l’installazione scultorea “Bastet” di Umit Turgay Durgun a cura di Filippo Rolla, un progetto di Arte Urbana di Relazione. Il sindaco, Francesco De Pasquale, e l’assessore alla Cultura, Federica Forti, erano presenti al taglio del nastro a cui è seguito un incontro con l’artista moderato da Marzia Dati. Il progetto consiste in un’installazione scultorea rappresentante una gatta, di millenaria memoria egiziana, che ascolta e interagisce con chiunque voglia dedicare e trascorrere del tempo insieme a lei.

Infatti, Umit racconta che questa scultura «è come se fosse un sarcofago, in attesa del suo corpo animato» e continua «è una scultura interattiva: deve interagire con le persone perché è stata concepita per questo motivo, può anche esser semplicemente guardata, ma raggiunge il suo scopo, la sua finalità quando si entra, fisicamente, dentro di lei. E quando siamo dentro, è come se perdessimo le nostre coordinate spazio-temporali per rinascere insieme a lei in un altro scenario. È proprio in quel momento, quando siamo all’interno di Bastet, quel gatto che si trasforma in sarcofago, che la scultura è completa, perché tu» rivela Umit «con un sorriso negli occhi, anima e corpo sei entrato nel tuo sarcofago per riprenderti e vivere ciò che ti appartiene».

«I primi di dicembre – spiega il curatore – Bastet prenderà il volo per la Florida, destinazione Orlando, nel prestigioso Orange County Administration Center, e sicuramente incontrerà persone curiose e un ambiente ospitale che, come ha incontrato a Carrara e Istanbul, durante la sua permanenza al museo di arte contemporanea Elgiz Museum, dialogheranno con lui e tutto questo avrà luogo perché la curiosità dell’essere umano, nel bene e nel male, se si traduce nel porsi una o più domande, allora lì, può senz’altro nascere un pensiero filosofico da cui ci si orienta verso un prendersi cura di sé».

L’artista e il curatore ringraziano per il patrocinio concesso: il Comune di Carrara, l’Accademia di Belle Arti di Carrara, la Fondazione Arkad e lo Studio Artco di Seravezza mentre per il contributo concesso: il Museo di Arte Contemporanea Elgiz Museum (Istanbul, Turchia), Orange County Administration Center (Orlando, Florida)  l’associazione Animosi per la cultura e Dickens Fellowship – filiale di Carrara.

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