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Marvel sceglie un lunigianese per il suo “The Amazing Spiderman”. «Realizzato il sogno di una vita» foto

La Voce Apuana intervista Ivan Fiorelli, originario di Serricciolo (Aulla). «Il percorso per arrivarci non è stato facile. Ora che ho l'occasione di illustrare alcuni dei personaggi più conosciuti al mondo, sento di essere arrivato a uno snodo fondamentale della mia carriera»

AULLA – Classe ’88, originario di Serricciolo, frazione del comune di Aulla (Massa-Carrara) e tanta passione per il disegno e i fumetti. Ivan Fiorelli è colui che tanti ragazzini vorrebbero essere, perché è un giovane lunigianese che ce l’ha fatta in un campo in cui in molti vorrebbero arrivare, ma che è tra i più difficili da conquistare e, spesso, non resta altro che sognarlo. Ma non per Ivan, appunto, che grazie al suo talento e a tanto studio ha realizzato quel sogno un po’ per tutti noi, entrando nella storia della casa di fumetti più famosa al mondo: Marvel Comics.

Proprio così, la madre dei nostri supereroi preferiti lo ha scelto per il tanto atteso “The Amazing Spiderman”, uscito in tutte le fumetterie d’America proprio in questi giorni. Ecco la nostra intervista a Ivan.

Dicci qualcosa di te.

«Vivo a Milano, ma sono originario della Lunigiana. Sono cresciuto a Serricciolo, un piccolo paese in provincia di Massa-Carrara. Fin da piccolo ho sempre alternato i giochi con gli amici alla passione per il disegno, che è sempre stato un modo per dare forma alla mia immaginazione. Oggi sento di poter dire di aver realizzato il mio sogno».

Come hai scoperto la passione per il fumetto e quando hai capito che poteva essere il tuo futuro?

«I fumetti sono sempre stati presenti in casa mia: mio padre era abbonato a Topolino ed era felice di farmi giocare con i vari gadget allegati, come ad esempio la 313 di Paperino o il marsupio Roller Time. Ricordo con affetto quei giorni. Ogni tanto mi capitava di comprare qualche fumetto a caso, fino a che non mi appassionai ai manga giapponesi (One Piece e Naruto, per menzionarne qualcuno), passione che condividevo con molti amici. La passione vera e propria nacque, però, grazie ai cartoni animati, sia americani che giapponesi, che da sempre hanno influenzato il mio immaginario e il mio stile».

Qual è il tuo background formativo?

«Dopo le scuole medie, ho frequentato il Liceo Artistico di Carrara, dove appresi le basi del disegno. Arrivato a Milano, ho da subito intrapreso il percorso di laurea presso l’Accademia di Belle Arti, ma durante uno dei tanti corsi svolti trovai la mia vera vocazione nell’ambito del fumetto, e quindi decisi che il percorso giusto per me sarebbe stato alla Scuola del Fumetto di Milano. Abbandonato il percorso all’Accademia, e trasferitomi alla Scuola del fumetto, ho potuto imparare le basi di questa arte, ampliando notevolmente il mio bagaglio culturale e la mia conoscenza del mondo fumettistico. Grazie agli insegnamenti di vari professionisti affermati, ho potuto crescere molto come artista e, una volta completati gli studi, ho avuto la fortuna di iniziare subito a lavorare con alcune case editrici italiane».

Qual è, oltre a quella Marvel, la tua esperienza più importante ma, soprattutto, che ti ha dato più soddisfazione?

«Prima di entrare in Marvel, ho lavorato per molti anni con una casa editrice iconica come la Sergio Bonelli Editore, dove nell’arco degli anni ho prodotto diversi albi delle serie Nathan Never e DragoNero Adventures. Non posso non menzionare, però, un altro lavoro di cui sono particolarmente orgoglioso: si tratta di Freedom Five, un gioco da tavolo realizzato dall’azienda statunitense Arcane Wonders, per il quale ho realizzato tutte le illustrazioni e curato integralmente la componente grafica, e che ha raccolto una cifra superiore al milione di dollari in fase di “crowdfunding” sulla piattaforma Kickstarter».

Come sei approdato a Marvel?

«Lavorare in Marvel è un sogno che mi accompagna da una vita, ma la spinta maggiore è arrivata un paio di anni fa, quando ho deciso di prendermi del tempo per dedicarmi seriamente alla realizzazione di diverse pagine di prova a tema Spider-Man e Avengers. Nel 2019, al Lucca Comics, ho incontrato per la prima volta il talent scout della Marvel, Rickey Purdin, il quale rimase particolarmente colpito dal mio lavoro e mi diede l’opportunità di rimanere in contatto, in vista di una futura collaborazione».

Come lavori con questa casa, quali sono le dinamiche, come ti trovi?

«Lavorare con gli autori e lo staff Marvel è stupendo, in quanto riconoscono il mio talento, apprezzano le mie interpretazioni dei loro personaggi e sono felici di lasciarmi condividere coi fan gli studi che realizzo per ogni storia.
L’aspetto che amo di più di questo nuovo modo di lavorare è la velocità con cui le storie che realizzo vedano la luce e arrivino al grande pubblico di appassionati».

Cosa significa lavorare per un colosso come Marvel?

«Lavorare con una casa editrice che, nel mondo intero, non richiede presentazioni anche per chi non legge fumetti, grazie ad esempio ai film su Iron Man, Spider-Man e tutti gli Avengers, mi trasmette una gioia e una carica che sono direttamente proporzionali all’agitazione che sento quando devo realizzare le loro storie. Ovviamente, si tratta di un’agitazione positiva, che mi spinge a voler dare sempre il meglio».

Cosa esprimi mentre disegni? Che sensazioni provi? E cosa significa per te, oggi, poterlo fare a livello mondiale?

«Ho formato il mio stile ispirandomi a molti autori diversi, con influenze di vario genere, che partono dagli Stati Uniti e arrivano fino al Giappone. Nelle mie storie cerco di essere semplicemente me stesso, cerco di divertirmi e di “giocare” con i protagonisti che faccio recitare, in un certo senso faccio la stessa cosa che facevo da piccolo quando davo forma alla mia immaginazione».

L’avresti mai detto che saresti arrivato a firmare uno dei fumetti più letti al mondo?

«Mentirei se dicessi di no. Ho sempre pensato che lavorare in Marvel era il mio destino, ma il percorso per arrivarci non è stato facile, e in alcune occasioni ho temuto di sbagliarmi. Ora che ho l’occasione di illustrare alcuni dei personaggi più conosciuti al mondo, sento di essere arrivato a uno snodo fondamentale della mia carriera: un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza verso traguardi futuri».

Cosa provi oggi guardando indietro e guardando al futuro? Quali sono i tuoi progetti?

«Oggi mi sento molto soddisfatto, per ovvie ragioni, ma so che c’è ancora tanta strada davanti a me.
La scelta migliore che abbia fatto nel mio passato è stata quella di stringere un rapporto di collaborazione professionale con un mio caro amico, Enzo Paolo Martinelli, che è diventato il mio Manager: se non fosse stato per lui, il mio sogno sarebbe probabilmente rimasto tale. Avere al mio fianco una persona come lui mi ha permesso di focalizzarmi con più energia e concentrazione sul mio lavoro, e questo nuovo modo di lavorare mi dà la certezza di avere ancora tante soddisfazioni da togliermi e progetti da realizzare. Riconosco che ci vuole un pizzico di fortuna nelle cose, ma senza il duro lavoro, la dedizione e la passione per questo mondo, non si realizza nulla».