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Apuane, il collettivo Glitch invade con l’arte la cava dismessa Henraux foto

Questi artisti sono alla ricerca di un rinnovato e profondo respiro nei pensieri e nei significati, un’aria che si può respirare solo in luoghi pubblici, liberi dal covid e dai condizionamenti ormai dominanti in ambito artistico

APUANE – Nelle scorse settimane alcuni passanti ci hanno segnalato la comparsa di nuovi murali all’interno della cava abbandonata – ex Henraux – che si trova ai piedi del Monte Altissimo in località Tre Fiumi ad Arni sulla strada provinciale per Castelnuovo di Garfagnana. Durante un sopralluogo abbiamo notato quattro murali, di notevoli dimensioni, del duo romano Qwerty Project e incontrato un gruppo di artisti apuo-versiliesi che stavano realizzando una installazione d’arte ambientale collettiva in forma anonima che si sarebbe conclusa di lì a breve.

Il collettivo, che si auto definisce “Glitch”, nasce appunto come un “errore” non prevedibile nel mondo dell’arte, un comportamento artistico anomalo che vuole uscire dal museo e dal “gallerismo” per ri-acquisire la libertà del gesto artistico e delle sue intenzioni. Questi artisti sono alla ricerca di un rinnovato e profondo respiro nei pensieri e nei significati, un’aria che si può respirare solo in luoghi pubblici, liberi dal covid e dai condizionamenti ormai dominanti in ambito artistico, dove il curatore e il critico d’arte di turno risultano spesso essere più importanti ed “elevati” degli artisti stessi, delle vere e proprie artistar, manager dell’arte come investimento che spesso rappresentano la morte dell’arte come espressione ed esperienza culturale di crescita e sviluppo sociale.

Il gruppo di artisti si ispira alla “teoria della pura visibilità” del filosofo dell’arte tedesco Konrad Fiedler, vissuto nella seconda metà dell’800. Nel suo saggio “Sulla valutazione delle opere d’arte figurativa” del 1876, scrive: «Ciò che l’arte crea non è un secondo mondo a fianco di un altro che esisterebbe comunque senza di essa, ma attraverso la coscienza artistica essa produce il mondo per la prima volta». Per Fiedler, l’opera d’arte «non è espressione di qualcosa che esisterebbe anche senza di essa», ovvero espressione della realtà, ma è «la coscienza artistica stessa che in alcuni casi giunge al più alto sviluppo concesso all’individuo». L’artista sviluppa una sua coscienza artistica e la esprime nella sua attività artistica, un’attività di libera creazione, non di imitazione, che l’artista conduce con la pura visibilità, il mezzo che ha a disposizione per percepire la realtà. La pura visibilità è quindi l’attività conoscitiva dell’artista, che, partendo dal dato percepito lo rielabora interiormente e lo organizza sotto forma di strutture formali, permettendogli in questo modo di giungere all’espressione artistica. Per il filosofo quello che distingue l’uomo “normale”, non artista, dall’artista è la capacità di quest’ultimo di trasformare l’attività conoscitiva in espressione: l’arte inizia dove i dati della realtà vengono rielaborati dalla mente e si trasformano in gesto, prendendo forma, diventano opera.

L’attività artistica è per Fiedler più importante dell’opera stessa e l’attività stessa è il contenuto dell’opera: «Nell’opera d’arte l’attività formativa trova la sua conclusione esterna, il contenuto dell’opera d’arte non è altro che lo stesso formare». L’attività artistica non può superare i limiti dell’individuo e l’artista non riesce mai a esprimere pienamente la propria attività interiore nell’opera d’arte: per Fiedler l’attività dell’artista è più importante del risultato.

Lo scorso anno, nello stesso periodo, il gruppo invase, in una notte, con un’installazione analoga il bosco della Versiliana a Marina di Pietrasanta. Era la loro prima uscita pubblica e suscitò notevole interesse e attenzione da parte del pubblico che solitamente frequenta il parco e dei media locali. Volevano portare in mezzo alla natura le loro idee, utilizzare l’arte per far riflettere e, allora come oggi, direi che ci sono riusciti. Ieri si sono formalmente e ufficialmente conclusi i lavori della nuova realizzazione presso la ex cava Henraux e l’opera può considerarsi conclusa e visitabile nella sua interezza. Per il momento.