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Via a White Carrara Downtown: il marmo dialoga coi materiali riciclati. L’inizio di una nuova era? foto

Il resoconto e le immagini della serata inaugurale. Amedoro (Imm): «La società crede molto nel progetto di marketing territoriale che vuole a far sì che Carrara non sia vista solo come un sito di estrazione del marmo ma come una vera città turistica con tutte le sue ricchezze»

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CARRARA – È iniziata l’attesa nuova edizione di White Carrara Downtown. Ieri sera, sabato 17 luglio, nella splendida cornice del neo-ristrutturato Palco della Musica in piazza Gramsci a Carrara si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’ormai consolidata kermesse dedicata alla celebrazione del marmo bianco di Carrara. L’evento è stato allestito in extremis, nonostante le restrizioni dovute alla contingenza pandemica e le difficoltà economico-finanziarie in cui versa l’Internazionale Marmi e Macchine Carrarafiere Spa e si inserisce sinergicamente in un fitto calendario di eventi artistico-culturali che in questo periodo animano la città, le rendono vitalità e danno un po’ di respiro a cittadini e attività commerciali reduci da un anno e mezzo di grosse difficoltà.

Oltre alla White Carrara Downtown, che durerà fino al 25 luglio e che prevede un fitto calendario di appuntamenti scaricabile dal sito www.whitecarraradowntown.it, a Carrara sono in corso le rassegne “Salotti d’Autore” e “Armonie dei Balconi”, la mostra di pittura “Goya, Boucher, Ricci, Batoni e i maestri del 700 nella città del Cybei” al Carmi, la mostra “Giovanni Antonio Cybei e il suo tempo” tra Accademia di Belle Arti, Palazzo Cucchiari, Palazzo Binelli e il Carmi, le gettonatissime passeggiate culturali e le visite guidata all’Accademia, oltre alle varie botteghe d’arte, gallerie private, negozi, locali e ristoranti, sempre aperti. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, nella città dell’arte e degli artisti è assolutamente imperdibile una serata all’insegna della cultura e dello svago intelligente.

La serata inaugurale, come di consueto, è stata presentata da David De Filippi che ha illustrato le varie iniziative previste nel corso del festival. Presenti, insieme a lui sul palco della musica, il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, Giacomo Bugliani, consigliere regionale del Pd, Francesco Amedoro, amministratore unico di Imm-Carrarafiere Spa, Enrico Isoppi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e Luciano Massari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.

«Come rappresentante della Regione – ha detto Bugliani – voglio ringraziare tutti coloro che contribuiscono a una manifestazione come questa che mostra di Carrara il vero volto, quello che la fa apparire forte, bella, come merita di essere agli occhi di tutti. Carrara oggi è più viva, oggi è più bella e dobbiamo augurarci che sia sempre così, che continui a essere un grande centro di cultura e di promozione dell’umanità.»

«Ringraziamo Imm – ha aggiunto Isoppi – per avere avuto il coraggio di fare questa manifestazione, particolarmente importante quest’anno dopo il lungo periodo di difficoltà appena trascorso dalle attività economiche della città. La Fondazione non poteva che essere al suo fianco mettendo a disposizione Palazzo Binelli.» È la volta del Sindaco che fa gli onori di casa: «È per me fonte di orgoglio essere qui a inaugurare White Carrara Downtown, un’adizione particolare, nata con difficoltà, ma che nonostante tutto siamo riusciti a realizzare. Una edizione che possiamo chiamare delle ripartenze, per il paese, per la Imm e per la città. Grazie all’arte e alla cultura vogliamo far ripartire Carrara.»

Francesco Amedoro: «La società crede molto nel progetto di marketing territoriale che vuole a far sì che Carrara non sia vista solo come un sito di estrazione del marmo ma come una vera città turistica con tutte le sue ricchezze. Per questo ci siamo molto impegnati nella realizzazione di questo evento, soprattutto in un momento come questo di pandemia, mi auguro che questo sia un ottimo primo passo per una vera ripartenza». Ha concluso gli interventi istituzionali il direttore dell’Accademia con una battuta: «Dove c’è l’arte, l’Accademia c’è. Noi ci siamo e anche quest’anno partecipiamo con le aperture per le visite guidate. Sento che a Carrara c’è un’aria diversa e che si ricomincia a parlare di scultura».

L’edizione di quest’anno vede preponderanti due installazioni di Cracking Art. “Penguins on the Rocks” rappresenta una colonia di pinguini colorati che, approdati in piazza Alberica, trovano nella sua pavimentazione di marmo bianco un rifugio glaciale. Il tema è quello del surriscaldamento globale, del conseguente scioglimento delle calotte polari e dei cambiamenti climatici. I pennuti sono appoggiati su basi di marmo e realizzati con colori variopinti in plastica riciclata, il marmo dialoga con un altro materiale, riciclato, e porta a una riflessione sul rapporto dell’uomo con l’ambiente.

“Naturale-Artificiale” è posizionata in piazza Gramsci ed è costituita da un grosso elefante rosa, anch’esso in plastica riciclata, che spinge con la testa un grosso parallelepipedo di marmo retroilluminato. In questo caso il grosso pachiderma che spinge un blocco di marmo sta, a detta degli organizzatori, a simboleggiare la ricerca di continuità tra passato e presente. Trattandosi di un dialogo tra un materiale naturale e uno artificiale frutto di una ecosostenibile operazione di riciclo, l’opera sembra anche suggerire una rinnovata attenzione, un auspicio o un semplice desiderio, anche verso l’ambiente in cui opera il distretto lapideo apuano.

Il movimento Cracking Art è nato nel 1993 con l’intenzione di cambiare radicalmente la storia dell’arte imprimendo un forte impegno sociale e ambientale che unito all’utilizzo rivoluzionario dei materiali plastici mette in evidenza il rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale. La dimensione corale del gruppo non limita l’espressione individuale delle singole voci: gli artisti lavorano anche in modo indipendente interpretando, ciascuno secondo le proprie esigenze, le problematiche e le tensioni del nostro tempo e dei propri territori.

Il termine Cracking Art deriva dal verbo inglese “to crack”, che descrive l’atto di incrinarsi, spezzarsi, rompersi, cedere, crollare. Con il nome di cracking catalitico è anche chiamata la reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale, l’organico in sintetico, ed è tale processo che essi intendono rappresentare attraverso la loro arte. Cracking è quel processo che trasforma il naturale in artificiale, l’organico in sintetico.
Un procedimento drammatico, se non è controllato, una scissione che ci mette tutti di fronte a realtà nuove, è il divario dell’uomo contemporaneo, dibattuto tra la naturalità originaria e un futuro sempre più artificiale.

Le opere sono realizzate per sollecitare una riflessione collettiva sui temi dell’effetto antropico sull’ambiente naturale tramite azioni performative coinvolgenti, in cui installazioni fuori scala – come i celebri animali colorati – invadono i luoghi più vari, dagli spazi propriamente deputati all’arte a quelli della vita quotidiana. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita, farne delle opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della natura.

Tante le installazioni artistiche presenti in Piazza Alberica, Piazza Gramsci, Piazza Mazzini, Piazza Battisti, Corso Rosselli, Giardino Accademia di Belle Arti, Piazza Duomo e Giardino di Palazzo Binelli a fianco di una straordinaria collettiva a Palazzo Binelli con opere di Stefano Graziano “Mela d’Oro”, Marco Ambrosini “Effusione e Fusione”, Alexandra Borodinova “Estate”, Marianna Blier “Connessioni Lumaca di Carrara”, Alberto Gasparotti “Valori e punti di vista” e Cinzia Susanna “Scrunchies”.

Disseminate per la città i visitatori incontreranno le installazioni artistiche di Maja Thommen “Ravaneto”, Michele Monfroni “La terra di sta sciogliendo” e #unicittà #inscatoliamo#20#21, Giovanni Da Monreale “5 Carrara”, Indaco “Non oltre il Domani”, Paola Romoli Venturi “Isola di…Ventre di Balena” e del progetto #unicittà con le opere di Ilaria Adrastea Bertagnini “7 Luglio 1944”, Fronteacciaiocromato “L’egoismo indifferente”, Clara Mallegni “Cubo di Rubik”, Francesca Menconi “Unicum”, Paolo Nicolai “Oltre lo statuario”, Andrea Polenta “Bellezza Collaterale”, Studio Formart “CuboMosso”.

Il format prevede una ricca serie di appuntamenti per gli incontri del Marble Café Itinerante, che si svolgeranno in piazza Alberica, al Palco della Musica in piazza Gramsci e presso il Giardino di Palazzo Binelli, con presentazioni di libri, musica e parole, teatro, interviste con ospiti del mondo dell’economia e della cultura. Quattordici gli appuntamenti in calendario per 25 ospiti a partire da stasera, domenica 18 luglio. Ad aprire la rassegna sarà Francesco Alberoni (qui il programma).

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