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Ex studente della scuola del marmo sfoggia il suo David “mascherato”: «Tante richieste, ma ne sono innamorato»

La scultura non finita, sul modello di Michelangelo, simboleggia anche gli effetti chiusure che ci sono state a causa della pandemia, che hanno impedito a molti di portare a termine i propri progetti

MASSA – Michelangelo come modello, due scultori apuani come maestri e la pandemia da Coronavirus come fonte di ispirazione. Questi i tre elementi che stanno alla base del David “mascherato”, una delle opere più recenti di Francesco Tonarelli. Il giovane scultore, 28 anni, massese, ha appreso le basi del mestiere alla ‘scuola del marmo’ (istituto Pietro Tacca) di Carrara che, grazie all’alternanza scuola-lavoro, gli ha dato la possibilità di fare esperienza nel laboratorio di Massa di Alessandro Mosti. «A lui devo moltissimo – confessa il giovane – così come al mio professore delle superiori Fabrizio Lorenzani, ex insegnante di scultura alla scuola del marmo venuto a mancare lo scorso anno».

Il David di Francesco nasce da una sua idea, da quegli schizzi e bozzetti che sono il prodotto della sua ispirazione. «Inizialmente l’opera mi è stata richiesta per un vernissage di un museo in una cava della nostra zona: il David sarebbe stata venduto all’asta insieme a tutte le altre opere. Poi quell’iniziativa è stata annullata per le chiusure dovute alla pandemia. Ed è stata la mia fortuna, perché mentre la realizzavo la mia opera, mi rendevo conto che me ne stavo innamorando. Non so se sarei riuscita a cederla a terze persone».

Chiari i riferimenti a Michelangelo, da una parte per il soggetto stesso dell’opera, dall’altra per la sua caratteristica di “scultura non finita”. «Ma c’è anche un’altra intenzione dietro a questo aspetto – precisa il giovane scultore -: quella di simboleggiare gli effetti chiusure che ci sono state a causa della pandemia, che hanno impedito a molti di portare a termine i propri progetti». L’opera è il risultato di una grande passione. «Perché per fare un lavoro di questo tipo – avverte Francesco – ti deve piacere. D’estate muori dal caldo, mangi la polvere, ti distruggi mani, schiena e gambe. Ma se hai la passione, lo fai volentieri».

Il David ha già catturato l’attenzione di molti nel mondo della scultura. «Sono stato contattato per delle esposizioni,  che sto ancora vagliando. Sono geloso dei miei lavori, e l’idea che durante l’esposizione pubblica qualcuno possa danneggiare la mia opera non mi rende del tutto sereno. Ho già ricevuto delle offerte importanti, ma le ho rifiutate tutte. Sto ancora valutando se fare una copia rendendo questa la mia “prova d’artista”».

Nel frattempo, Francesco è pronto per la prossima tappa del suo percorso professionale d’artista: un progetto, su cui sta lavorando insieme ad altri coetanei di Massa, che intende sfruttare gli scarti della filiera del marmo per creare opere d’arte