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Alla Dorothy Circus Gallery di Roma l’«alba nascente» dell’artista carrarese Alessia Iannetti foto

Allieva del maestro Omar Galliani, le sue esposizioni viaggiano tra Europa e Stati Uniti, segnando il suo continuo progresso nella scena dell’arte contemporanea

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ROMA  – Alla Dorothy Circus Gallery di Roma sono esposte dieci opere a grafite e acquerello su tavola. Sono frutto di della maestria tecnica della carrarese Alessia Iannetti, conosciuta a livello internazionale non solo per le sue doti artistiche ma anche per i contenuti spirituali dei suoi lavori. Il percorso artistico di Alessia inizia all’Accademia di Belle Arti di Carrara, presso la cattedra del maestro Omar Galliani. La sua è un’arte colta, che aderisce a un neoclassicismo onirico e surreale e che rende la Iannetti tra gli artisti più interessanti della scena neo surrealista e neo pop a livello internazionale. Le sue esposizioni viaggiano tra Europa e Stati Uniti, segnando il suo continuo progresso nella scena dell’arte contemporanea. La sua prima mostra personale Daphne Descends (Dorothy Circus Gallery, Roma, 2013) rappresenta il suo debutto in scena. E la serie esposta in questi giorni a Roma, dal titolo Aurora Consurgens, rappresenta la continuazione del percorso preannunciato con Daphne Descends. Il visitatore è nuovamente condotto “in un lungo viaggio di iniziazione che gli permetta di accedere alla nuova vita che avrebbe accresciuto spirito”, per dirlo con le parole dell’artista stessa.

Con Aurora Consurgens Iannetti accompagna l’osservatore in un percorso dagli Inferi all’Eden, dalla morte fino alla sua rinascita, con lo scopo di purificarne ed arricchirne l’anima. La trasformazione è il tema principale delle opere dell’artista che, attraverso le sue tele, disegna un percorso di redenzione e di comprensione dei propri comportamenti ed errori. La figura femminile è sempre protagonista. “Essa potrebbe rappresentare la trasposizione della mia anima nell’opera – rivela l’artista – o forse il riflesso dello spettatore in uno scenario creato per essere condiviso”.

“Aurora Consurgens” – spiega l’artista – deriva dal latino e si traduce come “alba nascente”. Questo titolo è
solitamente associato ai saggi alchemici, come il manoscritto di Tommaso d’Aquino che narra della pietra filosofale, ma si riferisce anche agli insegnamenti mistici nelle scuole antiche, dove gli studenti imparavano a sviluppare la reminiscenza della propria coscienza notturna, una volta giunta l’alba. Il tema della mia mostra è racchiuso nel suo titolo e riguarda il passaggio spirituale dal Buio alla Luce; un’eterna metamorfosi che inizia con le origini della natura per poi andare oltre la realtà fenomenologica e raggiungere gli angoli più remoti dell’inconscio. Qui la percezione del tempo e dello spazio è perduta e il viaggio onirico ha inizio. Si tratta di un’ascesa dagli Inferi verso l’Eden, iniziando con la prima opera, la più buia, e terminando con la più luminosa. “Aurora Consurgens” – conclude – descrive la sequenza dei miei lavori, che altro non sono se non ricordi, frammenti di un viaggio nell’ignoto fatto di visioni ineffabili. Queste si rincorrono per raggiungere il fine ultimo, la scoperta dell’Aurora. Con essa, tutto diviene chiaro e infinito, ma nulla è più come prima”.

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