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Premio Bancarellino: vince il sogno americano di Cinzia Capitanio foto

Ecco tutti i premiati della 64esima edizione del riconoscimento dedicato alla letteratura per ragazzi

PONTREMOLI – Oggi, all’ombra del campanile, simbolo della città di Pontremoli (Massa-Carrara), come da tradizione, si è tenuta la finalissima del Premio Bancarellino, dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi. Una versione ridotta, che non ha visto la partecipazione delle scuole di tutta Italia, ma solo dei ragazzi del Liceo Classico G. Leopardi di Aulla, del Belmesseri-Pacinotti e dell’istituto Grafico di Villafranca, che ha curato l’immagine della 64^ edizione.

Ma anche in piena pandemia la Fondazione Città del Libro non si è fermata, e così è stato possibile decretare e premiare il vincitore di quest’anno in presenza, nel rispetto di tutte le normative anti-covid19. Prima classificata per la giuria dei giovani è stata Cinzia Capitanio, con “Una bottiglia nell’oceano”, premiata dal sindaco Lucia Baracchini e dalla segretaria del Bancarellino Giuditta Bertoli. Al secondo posto, Luigi Garlando con “Dante, vai all’Inferno”; al terzo Francesco Muzzopappa con “Il primo disastroso libro di Matt”; quarta classificata Giulia Gubellini con “Il segreto di Avium” e a chiudere la cinquina Elisa Puricelli con “Il segreto del pettirosso”.

La mattinata è stata condotta dai ragazzi che hanno introdotto i libri finalisti e hanno intervistato, come dei veri professionisti, tutti gli autori presenti. «Questo premio – ha commentato la vincitrice Cinzia Capitanio – lo dedico ai giovani che hanno vissuto questa pandemia in mezzo a mille difficoltà. Sono un’insegnante e sono mamma, so cosa avete vissuto e vi auguro che il futuro sia diverso. Inoltre, li ringrazio perché leggere è importante e i libri esistono solo se c’è qualcuno che li legge».

Ma di cosa parla “Una bottiglia nell’oceano?”: Emilio, 11 anni, vive nella povertà tra le montagne venete con la madre e i tre fratelli. Il padre è partito per l’America, ma i suoi soldi tardano ad arrivare. Un giorno, però, scrive loro di raggiungerlo negli Stati Uniti. È il viaggio “della prima volta”: sulla corriera, sul treno, sulla nave; del distacco dalle montagne, della vista del mare, del viaggio verso l’ignoto. Sul piroscafo, pieno di emigranti costretti a pessime condizioni di viaggio e spesso inconsapevoli della vita dura che li attende anche in America, Emilio diventa amico di una ragazzina ricca e di uno scugnizzo napoletano. Alla fine, alla vista della Statua della Libertà, in tutti i passeggeri rinasce la speranza di un futuro migliore.