Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Gabbani e il legame con Carrara: 200 pagine sull’artista «nato fra monti e mare» foto

Andrea Pontone ha scritto un libro sul cantautore carrarese, con una dedica speciale alle Alpi Apuane. «L'obiettivo è cogliere i risvolti della qualità musicale e letteraria di un artista tra i più coraggiosi della scena italiana attuale»

CARRARA – Un libro di oltre 200 pagine che racconta la storia, l’evoluzione della carriera e il pensiero di Francesco Gabbani. Con una dedica speciale alle Alpi Apuane. Si intitola “Flusso di genialità – Fenomenologia di Francesco Gabbani”, ed è stato pubblicato in versione digitale, il 14 maggio. “Non è una biografia, né tantomeno s’impone come un dogma nell’interpretazione dei testi del cantautore – spiega l’autore, Andrea Pontone -. L’obiettivo è cogliere i risvolti della qualità musicale e letteraria di un artista dalle mille sfaccettature, tra i più coraggiosi della scena italiana attuale, aggiungendo degli spunti personali che invitano il lettore a una riflessione ulteriore”.

Di seguito l’estratto in cui si parla del rapporto tra Francesco Gabbani e la sua terra:

“Fin da giovane si sente avvolto, custodito e coccolato dalla sua dolce terra, che da una parte lo protegge e dall’altra gli apre l’orizzonte verso un’esistenza che lo vedrà, nel bene o nel male, protagonista alla guida del suo timone. Se, infatti, le Alpi Apuane da un lato gli garantiscono sicurezza, affidabilità e rifugio, davanti a sé “l’anarchico germoglio” – nato tra monti e mare – si ritrova con un orizzonte che spalanca gli occhi verso l’infinito. Nel meraviglioso quadro offerto da Madre Natura, il tramonto è particolarmente suggestivo: il sole cede il testimone alla luna calando proprio nel punto di fuga prospettico dell’osservatore. Gli stimoli sono duplici, per questo esaltanti: scalare la montagna, tendere alla vetta in tutti i sensi, ma anche lasciarsi andare alla navigazione, in un mondo (quello marino) nel quale i rigidi schemi delle curve e dei rettilinei lasciano spazio alla fantasia e capacità d’improvvisazione. A differenza dell’ormai banale città, la montagna e il mare insegnano il rispetto reciproco, nei confronti dei passanti (cui si rivolge un saluto, pur se sconosciuti) ma anche della natura stessa, la quale offre godibilità e in cambio pretende soltanto un minimo di rispetto”.