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Il settecentesco porto di Avenza: opera super costosa che dovette interrompersi per l’insabbiamento foto

La Voce Apuana pubblica l'interessante precisazione dello storico locale Pietro Di Pierro: i lavori procedettero dal 1751 al 1755

AVENZA – Nell’interessante articolo sul progetto del porto di Avenza settecentesco (qui l’articolo) il titolo contiene un’inesattezza. Lo Stato che aveva progettato i lavori, affidandoli all’ingegner Milet de Mureau, non era la Repubblica di Genova ma il Ducato di Modena. Infatti con i capitoli matrimoniale del 1741 (matrimonio tra Ercole Rinaldo d’Este e Maria Teresa Cybo-Malaspina) il ducato di Modena, Reggio e la Mirandola e di Massa e Carrara, erano stati uniti.

I lavori procedettero dal 1751 al 1755, quando dovettero fermarsi a causa dell’insabbiamento continuo delle opere scavate (dopo avere speso la cifra iperbolica di 5 milioni di lire milanesi). Ciò a prescindere se i documenti siano archiviati a Genova oltre che a Modena (e sarebbe interessante capire il motivo del doppio deposito). È ovvio che il luogo si chiamasse Marina di “Lavenza”, denominazione medievale recuperata in Avenza ai primi dell’Ottocento; non c’era altro abitato che Avenza (a “un tiro di sagro” dal mare) salvo qualche casa sparsa (o capanne).

Si chiamò così fino alla fine dell’Ottocento (in modo anodino, autorizzando la capitaneria di porto della Spezia a chiamare Marina di Carrara anziché d’Avenza il suo ufficio distaccato nel 1897). Per lo stato italiano era ancora “Porto di Avenza” nei progetti alla fine della grande guerra. Una curiosità: i carabinieri che nel 1946 dovevano cambiare la targa da “Regi Carabinieri” a solo “Carabinieri” chiesero al Prefetto se potevano scrivere Marina di Carrara poiché nella vecchia targa c’era ancora “d’Avenza”. 

(*) Storico locale