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Prosegue fino al 21 gennaio la mostra “L’ermeneutica del segno” al Museo Diocesano

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Le sale del Museo Diocesano di Massa, Via Alberica 26 (MS), ospitano da venerdì 15 dicembre – inaugurazione ore 16.30 – fino al 21 gennaio del 2018 la mostra “L’ermeneutica del segno” di Agostino Arrivabene (Rivolta d’Adda, 1967), organizzata dalla Diocesci di Massa Carrara Pontremoli in collaborazione con l’Associazione Quattro Coronati e il Patrocinio del Comune di Massa. La pittura di Arrivabene è colta, seducente, intrisa di simboli, ispirata sia dalla mitologia classica che dai maestri del XV-XVI secolo come Leonardo, Dürer, Bosch, e nel passato più recente Moreau, Redon, Ernst. Chi guarda le opere di questo artista viene inondato dal vortice dei messaggi velati, partecipa (anche inconsciamente) a un viaggio iniziatico che conduce alla rivelazione di una conoscenza di cui l’artista è generatore e dispensatore. Un moderno alchimista, capace di far vivere esperienze di carattere mistico che travalicano i limiti cognitivi dello spettatore, del conscio e dell’inconscio, una continua esplorazione del nostro “universo intimo” tra archè di vite già vissute o solo vagheggiate. Il percorso espositivo consentirà infatti di sondare la varietà composita di espressioni che costituisce l’opera di Arrivabene in un “dialogo” non di sfida ma di “confronto”, di “scambio”, con le opere dei grandi maestri presenti nel Museo Diocesano di Massa, solo per citarne alcuni: Iacopo Della Quercia, Bernardino Luini, Felice Palma, Francesco Marti, Domenico Fisella. Sarebbe errato però pensare ad un universo di riferimento unicamente al passato. “L’arte di Agostino Arrivabene – spiega Mauro Daniele Lucchesi direttore artistico dell’Associazione Quattro Coronati – non nasce dal nulla, in questo nostro inizio di secolo la sua arte si presenta come estrema resistenza dell’arte figurativa che non è morta. Essa vive e Agostino Arrivabene ne è la testimonianza. “L’Ermeneutica del Segno” sta in questi termini; rivalutare la pittura come “linguaggio” dell’uomo, facendone emergere tutta la potenza spirituale, esistenziale, storica che è insita nella “pittura” che possiede una forza e una forma di significazione spirituale, culturale, e che deve essere riconosciuta – conclude Lucchesi – come tale nella sua assoluta contemporaneità”. La mostra sarà aperta ad ingresso libero dal 15 dicembre al 21 gennaio 2018 il venerdì, sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19.

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