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Raffica di rapine in Moldavia, poi la vacanza sulla costa apuana: arrestato

La polizia di Stato ha eseguito un mandato d'arresto internazionale e la carcerazione di un latitante

MASSA-CARRARA – Come ogni anno, con il sopraggiungere della stagione estiva, la riviera apuana richiama turisti dall’intero ambito nazionale e da quello estero; attesi i considerevoli afflussi turistici, la Questura di Massa-Carrara intensifica la relativa attività di prevenzione e controllo su tutto il territorio del comprensorio apuano. In tale contesto, con l’avvento del sistema integrato digitale per la gestione della sala operativa, vengono anche costantemente gestite le richieste d’intervento che pervengono sulla linea d’emergenza 112 nue (numero unico di emergenza, ndr) e monitorati gli accessi ai punti di ritrovo della città ed alle strutture ricettive.

Nel porre in essere questa costante attività di prevenzione e repressione dei reati in genere, gli agenti delle volanti, nello scorso fine settimana, riuscivano ad individuare, in un camping della costa apuana e a porlo in sicurezza, un cittadino moldavo interessato da un mandato d’arresto internazionale, emesso dalla Moldavia in ordine a rapine perpetrate dal predetto straniero nella nazione di origine. Esperito ogni utile accertamento con l’Interpol, gli agenti delle volanti della Questura di Massa-Carrara procedevano a eseguire il relativo mandato d’arresto internazionale, assicurando il reo alla locale casa circondariale e ponendolo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria in attesa delle procedure estradizionali in favore della nazione moldava.

Nella prosecuzione dell’attività di controllo del territorio, sempre in analoga struttura ricettiva, gli agenti della squadra volante individuavano ed assicuravano un soggetto italiano, gravato da numerosi pregressi criminosi concernenti i delitti contro il patrimonio, la persona e l’ordine pubblico, il quale risultava essere destinatario di un ordine di carcerazione per una rapina da egli perpetrata in precedenza, per poi rendersi latitante sul territorio nazionale. Parimenti, anche in tale frangente, gli agenti delle volanti procedevano all’esecuzione del predetto ordine di carcerazione, traducendo il soggetto presso la locale casa circondariale, ponendolo così a disposizione della competente Corte d’Appello.