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Contratto capestro per acquistare materassi, ottiene rescissione e rimborso

Il caso di una residente di Carrara. L'avvocato di Adoc Alberta Musetti: «Non ha mai ricevuto i documenti per il finanziamento e la consegna dei beni era stata parziale»

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CARRARA – Voleva acquistare due materassi di buona qualità per la casa ma quando gli ordini sono arrivati a casa il contratto era pieno di violazioni di legge e quei prodotti non erano certo ‘su misura’ come erano stati spacciati. Così una residente di Carrara si è rivolta all’associazione dei consumatori Adoc Toscana Nord per ottenere il rimborso delle somme versate e la rescissione del contratto. La vicenda si è svolta nelle scorse settimane e a spiegarla è la vice presidente Adoc, l’avvocatessa Alberta Musetti: “Il contratto sottoscritto prevedeva la consegna a casa di due materassi memory oltre a un rivestimento, una rete e due guanciali. La spesa era di 3.700 euro di cui 700 in anticipo e il resto tramite finanziamento da accendere con Deutsche Bank e Compass banca. Contratti che la signora peraltro non ha mai ricevuto. E anche la consegna dei beni è stata solo parziale”.

Qui la donna di Carrara ha iniziato a insospettirsi e ha fatto controllare il contratto: “C’erano delle clausole palesemente nulle – prosegue Musetti -. Una riportava ad esempio che i prodotti fossero su misura e personalizzati quando erano di chiara matrice industriale, misure standard. Inoltre c’erano violazioni al Codice del consumo, decreto legislativo 206 del 2005: il diritto di recesso era previsto in 10 giorni quando la normativa stabilisce tale periodo in 14 giorni e si sanciva come foro competente per le controversie uno diverso da quello di giurisdizione della residenza della cliente. Senza contare che all’atto della parziale consegna dei prodotti la signora non aveva ricevuto documenti, prospetti o altro sui finanziamenti collegati alla vendita”.

Qui è entrato in campo Adoc che ha quindi aperto una pratica legale con l’azienda riuscendo a ottenere il recesso del contratto di vendita, la restituzione della somma di 700 euro data come anticipo e il ritiro dei beni a domicilio, dato che come ingombranti non possono essere spediti con costi a carico del consumatore, oltre alla rescissione del credito con i due istituti finanziari.

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