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Docenti non vaccinati, Brusaferro e Bassetti non si presentano in Tribunale. Ascoltato Frajese foto

L'avvocato Sinagra alla Voce Apuana: «Il giudice Lama mi ha dato un'eccellente impressione. Ha acquisito anche la relazione di Pfizer sulle 8 pagine di effetti avversi». Prossima udienza: il 20 aprile, poi la sentenza. Sit-in di solidarietà di Italexit e dei no Green pass

MASSA – Nonostante la convocazione del giudice, Silvio Brusaferro e Matteo Bassetti non si sono presentati in Tribunale a Massa per la prima udienza del ricorso di due insegnanti apuani non vaccinati contro il covid e sospesi dal lavoro. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e il direttore del reparto di Malattie infettive del San Martino di Genova, entrambi medici, erano stati convocati dal giudice del lavoro Augusto Lama per riferire sulla sicurezza e l’efficacia dei sieri anti-covid. Al loro posto i due medici hanno inviato due delegati, ricercatori dei rispettivi istituti, che hanno esposto la posizione mainstream sui vaccini. Da parte dei ricorrenti, invece, il giudice aveva accettato l’istanza presentata dal legale dei docenti, il professor Augusto Sinagra, per convocare il professor Giovanni Frajese, medico che più volte anche sui media nazionali aveva esposto i suoi dubbi e le contraddizioni del governo sulla questione vaccini anti-covid.

Frajese dunque si è presentato in aula e ha parlato dei trial, della sperimentazione sui vaccini e degli studi più recenti condotti all’estero che avrebbero evidenziato la riduzione sostanziale dell’efficacia di questi farmaci. Inoltre, il medico si è detto preoccupato del fatto che la somministrazione di troppe dosi può avere un effetto controproducente sul sistema immunitario. «Il professor Frajese, pur avendo poco tempo a disposizione, è stato efficacissimo» commenta alla Voce Apuana l’avvocato Sinagra. «Ha mostrato – prosegue – come l’aumento dei contagi sia stato più presente tra i vaccinati e questo è stato acquisito dal giudice. Il giudice ha anche acquisito, su mia proposta, il documento presentato pochi giorni fa da Pfizer alla Fda (l’agenzia del farmaco degli Stati Uniti, ndr) in cui sono racchiuse 8 pagine, a interlinea 1 – precisa – di effetti avversi, compresa la morte».

«Il giudice Lama mi ha dato un’eccellente impressione – evidenzia il professor Sinagra – Un magistrato attento che vuole rendersi conto della questione e privo di qualsiasi pregiudizio. Un magistrato d’altri tempi anche per il garbo, l’attenzione e il modo in cui ha saputo dirigere l’udienza». Comprensibilmente, di tutt’altro tenore il giudizio sugli interventi dei due ricercatori: «Hanno esposto – afferma Sinagra – la teoria generale sul virus ma hanno omesso qualsiasi risposta per cui erano stati convocati, ovvero sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini. Hanno trattato anche di farmacovigilanza ma alla mia domanda se stessero parlando di vigilanza attiva o passiva non hanno risposto chiaramente. Il giudice Lama ha avuto l’eccellente idea – conclude il legale – di registrare i vari interventi».

La prossima udienza, molto probabilmente l’ultima prima della sentenza, si svolgerà il 20 aprile alle 10. In quell’occasione l’avvocato Sinagra esporrà le ragioni dei ricorrenti e l’Avvocatura dello Stato quelle del governo.

SIT-IN DI SOLIDARIETÀ E OGGI NUOVA MANIFESTAZIONE

E un sit-in di un gruppo di no Green pass, come annunciato nei giorni scorsi, si è svolto all’esterno del tribunale per portare solidarietà ai due insegnanti e per ribadire la propria contrarietà al certificato verde. Erano presenti con un gazebo i militanti di Italexit, il partito del senatore Gianluigi Paragone, e una delegazione dell’associazione Rivoluzione Allegra. Questi ultimi questa mattina dalle 12 alle 13.30 effettueranno un flash mob davanti alla filiale Mps di piazza Aranci: «Con 7 milioni di non vaccinati e 11 milioni con due dosi – hanno evidenziato in una nota – 18 milioni di persone non importa di quale età sono in questo momento condannate alla morte civile e vessate ovunque sia possibile metterle in difficoltà, dagli ospedali ai servizi pubblici essenziali, per un puntiglio meramente ideologico. Nel frattempo, turisti e profughi possono entrare in Italia e accedere con un semplice tampone anche a quei servizi pubblici, come i mezzi di trasporto, che richiedono il lasciapassare “rafforzato”. Delle due l’una: o il lasciapassare è una misura sanitaria e deve valere per tutti così com’è congegnato, o non lo è e va abolito subito. La misura è colma. L’arte della discriminazione della governance emergenzialista sta facendo teatro dell’assurdo».

«Abbiamo appreso con piacere – commenta Nicola Dal Zotto di Italexit Massa-Carrara – che il giudice ha convocato anche il professor Frajese, il quale, com’è noto, costituisce una voce autorevole, indipendente ed alternativa sulla vicenda che riguarda il covid e l’efficacia dei vaccini. Per noi era fondamentale portare il nostro sostegno a chi è stato privato del proprio salario per non essersi piegato a misure così inique e inutili e ci auguriamo che la magistratura possa finalmente riportare giustizia ed equità in questa vicenda così come è già accaduto in altre parti d’Italia».