Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Massa, decine di persone in coda davanti alla Procura per denunciare il governo Draghi foto

Due le querele contro il Green pass presentate da una cinquantina di cittadini apuani. «Perché ci dicono che è “illimitato” quando quasi tutta Europa ha deciso di abrogarlo?»

MASSA – Una cinquantina di cittadini apuani si è messa in fila stamani, venerdì, di fronte alla Procura di Massa per presentare due denunce contro le misure restrittive introdotte dal governo per contrastare – a detta di Palazzo Chigi – la diffusione del coronavirus e introdurre l’obbligo surrettizio di vaccinazione. L’iniziativa, che segue altre simili organizzate in tutta Italia, è stata promossa dall’associazione Rivoluzione Allegra che dalla scorsa estate sta protestando contro il Green pass.

«Presentiamo due denunce questa mattina – ha spiegato alla Voce Apuana Giulio Milani, uno dei fondatori dell’associazione – che sostanzialmente riguardano la violazione dei diritti umani e la violazione della Costituzione». I due esposti prendono di mira la legislazione di emergenza «discriminatoria» attuata dal governo presieduto da Mario Draghi ma anche quello precedente di Giuseppe Conte. «Questa è un’azione politica e simbolica – ha aggiunto Milani – per dare un segnale e sensibilizzare la magistratura che spesso ha rimbalzato questo tipo di esposti. Allo stesso tempo poniamo delle domande precise sulla legislazione di emergenza che dovrebbe essere temporanea. Inoltre quali sono i limiti temporali del Green pass? In questi giorni è stato detto che sarà reso illimitato per chi ha fatto la terza dose. Perché ci dicono che è “illimitato” quando quasi tutta Europa ha deciso di abrogarlo? E poi, quanto dura questa emergenza? Molte norme emergenziali degli anni ’70 sono ancora in vigore. Vogliamo risposte di ordine sanitario».

Vista la grande affluenza – ogni cittadino era pronto a entrare negli uffici della Procura per presentare le proprie denunce – il procuratore inizialmente voleva evitare che tutti potessero entrare: il timore era che questa mole di documenti potesse ingolfare gli uffici. Quindi la polizia di Stato si era offerta di raccogliere le querele per poi depositarle in Procura. Tuttavia dopo alcuni minuti di stallo il procuratore ha consentito ai querelanti di entrare due alla volta.

Le denunce

Le denunce presentate mettono in evidenza da una parte le incongruenze dell’obbligo surrettizio di vaccinazione e la «discriminazione» a cui sono sottoposti coloro che hanno deciso liberamente di non vaccinarsi. «Si richiede che l’Autorità giudiziaria – è scritto – proceda nei confronti di chiunque abbia messo in atto le gravissime violazioni dei diritti (…) e chiunque abbia colposamente o dolosamente partecipato all’emanazione e all’applicazione di norme che dessero modo di discriminare i cittadini non vaccinati». Dall’altra parte, la seconda denuncia accusa il governo Draghi, tra le altre cose, di aver attuato una «violenza privata» e un «ricatto che viola l’articolo 32 della Costituzione (…) Vietare a un cittadino di lavorare – è scritto – così impedendogli di sopravvivere, è certamente contrario al rispetto della persona umana (…) Il divieto al lavoro, incidendo sulla stessa possibilità̀ di sopravvivere di un individuo, equivale nei fatti ad una sorta di pena di morte indiretta, o si cede al ricatto o non si può sopravvivere».