Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Omicidio a Marina di Carrara, il sindaco: «Episodio gravissimo. Area già sgomberata»

Dall'opposizione attacca Musetti (Fi): «Non possiamo permettere che le fragilità del nostro territorio finiscano nel sangue»

CARRARA – «Sono sconcertato e profondamente addolorato dal gravissimo episodio avvenuto a Marina di Carrara». Lo dichiara il sindaco, Francesco De Pasquale, in relazione all’omicidio avvenuto ieri mattina, giovedì, all’interno dell’ex campo profughi di Marina di Carrara dove un 46enne ha perso la vita dopo un accoltellamento (qui i dettagli).

«Ringrazio – afferma il primo cittadino – le forze dell’ordine per il tempestivo intervento e per aver immediatamente fermato e arrestato l’aggressore. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica. Al momento quindi posso solo dire che tutta quell’area era stata faticosamente liberata: successivamente alcuni locali erano stati di nuovo occupati abusivamente. Per questo lo scorso agosto avevo firmato io stesso un’ordinanza di sgombero per l’intera area. A inizio dicembre nel corso di ulteriori controlli era stata rilevata la presenza abusiva della vittima, alla quale era stata immediatamente notificata ordinanza di sgombero. Era previsto lo sgombero dell’immobile in questione il prossimo 25 gennaio».

E dall’opposizione attacca Gianni Musetti di Forza Italia: «È da anni che segnaliamo la presenza di bivacchi e di occupanti nella area dell’ex campo profughi, purtroppo restando sempre inascoltati dal primo cittadino. È assurdo che ci sia una situazione così delicata e assurda nel pieno centro turistico della nostra città e della zona costiera di Carrara. Tutto lasciato al suo destino dalle istituzioni, per prima dal Comune di Carrara, proprietario dell’immobile e detentore dei servizi sociali sul territorio. Ora subito una ricognizione degli stati d’indigenza complessi e acuti come questo, perché non accadano mai più. Non possiamo permettere che le fragilità del nostro territorio finiscano nel sangue, oltre all’oblio in cui sono costrette dalla mancanza di servizi e di assistenza».