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«Mancano medici, infermieri, oss e tecnici sanitari. E la Regione Toscana ha bloccato le assunzioni»

Il grido della Fp Cgil su un problema decennale che riguarda anche Massa-Carrara: «Da due anni gli operatori stanno correndo in modo frenetico e con carichi di lavoro duplicati»

MASSA-CARRARA – «Durante la prima fase della pandemia, sembrava che la consapevolezza degli errori fatti negli ultimi 20 anni di scelte sbagliate fosse diventato patrimonio comune, anche della politica. I ringraziamenti ai lavoratori della sanità definiti eroi sembravano un cambiamento di rotta. Invece stiamo assistendo al mantenimento delle vecchie scelte e delle vecchie modalità». La denuncia della Fp Cgil dell’Asl Toscana nord ovest sulle disfunzioni del sistema sanitario si aggiunge a quelle che abbiamo già pubblicato nei giorni scorsi a firma di Fials e Nursind.

«Da due anni – spiegano dal sindacato – gli operatori sanitari stanno correndo in modo frenetico e con carichi di lavoro duplicati. Sono allo stremo delle loro forze, vessati sotto ogni punto di vista e di fatica reiterata. L’assenza di una fase distensiva ha minato e sta minando in modo decisivo la possibilità di intravedere soluzioni sia a breve che a lungo termine. Lo stress elevato, la mancanza di ferie, il lavorare in organico ridotto, in una situazione collettiva come questa, rappresentano fattori di rischio per il benessere psicofisico e già in questi anni si sono registrati disagi psicologici anche di grave entità come l’aumento dell’ansia, della depressione, della conflittualità familiare».

«Operatori – evidenziano dalla Cgil – a cui vengono negate le ferie, ai quali si chiede costantemente dopo fasi di lavoro duro, salti dei riposi, straordinari, ulteriori sacrifici significa lavoratori a rischio di burnout. In tutto questo, riscontriamo la mancata programmazione, la continua ricerca nel tamponare le fasi emergenziali, come se accadessero per la prima volta. Da settembre abbiamo denunciato le carenze di personale sia a livello aziendale che regionale, non vi è stata una risposta adeguata né dall’azienda né dalla Regione, anzi la Regione ha confermato il blocco delle assunzioni, con un ritorno della spesa del personale alla spesa del 2019».

«Chiediamo:

  • assunzioni di infermieri, medici, oss, tecnici sanitari;
  • tracciamento, tamponi, presenza di ritardi nel lavoro di testing e di verifica dei contatti. Manca personale tecnico sanitario-Tslb, mancano oltre 40 infermieri in tutta l’azienda per poter garantire una risposta sufficiente alla richiesta nei tempi per l’esecuzione dei tamponi. Come sono necessarie assunzioni per le verifiche dei contatti, attualmente vengono utilizzati i tecnici della prevenzione, e per questo non stanno svolgendo la loro attività di controllo, sui posti di lavoro, sulle attività commerciali, sugli alimenti ecc.;
  • cure intermedie covid, numeri di posti letto insufficienti e carenza di personale, medico infermieristico ed oss.
  • vi è una carenza di medici di famiglia su tutto il territorio aziendale, questo comporta una difficoltà a garantire le risposte ai bisogni nei luoghi della domiciliaretà.
  • per l’assistenza territoriale, è necessario un potenziamento anche degli Usca, affinché ai cittadini sia garantita una maggior controllo al proprio domicilio, e non non si riversino al pronto soccorso.
  • i ritardi e le insufficienze territoriali portano ad un sovraffollamento dei pronto soccorsi, con accessi inappropriati. Lunghe file di attesa, personale sanitario allo stremo ed insufficiente. Nei pronto soccorso dove vi è una cronica mancanza di personale medico, oltre 90 unità in tutta l’azienda».