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È morto il presidente dell’Europarlamento David Sassoli. Il cordoglio dalla Toscana e Massa-Carrara

Il politico e giornalista è deceduto a 65 anni nella notte per una grave disfunzione del sistema immunitario

MASSA-CARRARA – Anche dalla Toscana e dalla provincia di Massa-Carrara sono arrivati i messaggi di cordoglio della politica per la morte prematura di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo ed esponente del Pd, deceduto a 65 anni nella notte per una grave disfunzione del sistema immunitario. “Una notizia terribile che ci lascia sgomenti. Provo un grande dolore, penso innanzitutto allo strazio dei suoi cari per un tempo interrotto in modo così difficile da accettare. Ma penso anche alla perdita enorme per la politica, per la buona politica, italiana ed europea” ha dichiarato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

“Sassoli ha interpretato con grande correttezza ed equilibrio il suo ruolo di presidente dell’assemblea di Strasburgo – prosegue Giani – ma senza mai rinunciare alla battaglia per difendere e rinnovare i valori dell’europeismo, impegnandosi in prima persona contro l’insidia dei populismi e dei nazionalismi. Nella sua attività di giornalista e di uomo delle istituzioni trasmetteva a tutti noi la convinzione, l’orgoglio e la passione con le quali agiva e che lo hanno sempre distinto. Lo piangiamo e lo piange la Toscana, che gli ha dato i natali e che si stringe alla famiglia. Alla moglie, ai figli e a tutti i suoi cari le condoglianze della giunta regionale e le mie personali”.

Anche il presidente della Provincia di Massa-Carrara e sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, ha ricordato Sassoli: «Un grande dolore – ha scritto sui social – ci ha lasciato David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Grazie per la passione, l’impegno e la professionalità che da sempre ti hanno contraddistinto, come giornalista e come uomo politico dai grandi valori. Grazie di tutto David».

Nato a Firenze nel 1956 in una famiglia di intellettuali cattolici, sin da giovane si impegna nei movimenti democratici di ispirazione religiosa. Sceglie la carriera giornalistica, iscritto all’ordine dal 1986, collabora dapprima con Il Giorno, dove per sette anni segue i principali avvenimenti politici e di cronaca ed è tra i fondatori di Articolo 21, movimento di difesa della libertà di stampa. Nel 1992 passa alla Rina come inviato di cronaca nel TG3, nel 1999 sarà inviato speciale per il TG1. Dai primi anni Duemila legge il notiziario diventando un volto noto per il grande pubblico, nel 2007 sarà vicedirettore del telegiornale di Rai Uno.

Nel 2009 l’inizio della carriera politica, quando diventa parlamentare europeo per il Partito Democratico. Dal 2014, dopo una seconda elezione, ne diventa vicepresidente. Nel 2019 diventa infine presidente con 345 voti su 667 voti espressi al secondo scrutinio.