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«Mio padre, 88 anni e impossibilitato a lavarsi e vestirsi, abbandonato dal sistema socio-sanitario»

Lo sfogo di una figlia: la madre positiva al covid e ricoverata a Pontremoli, il padre, negativo, solo in casa con un tutore alla spalla. Ma per giorni nessuno si è fatto vivo

MASSA – Un uomo di 88 anni, impossibilitato a lavarsi e vestirsi, abbandonato per cinque giorni, solo in casa, senza poter uscire. Nessuno ha dato indicazioni alla famiglia: la figlia, positiva al covid e in quarantena, le ha provate tutte: assistenti sociali, Asl, guardia medica, associazioni di volontariato. Due giorni di chiamate, senza trovare risposte. E’ quanto successo nei giorni scorsi a Marina di Massa. Lo racconta la figlia stessa, Laura Chellini, che da circa una settimana ha scoperto di essere positiva al virus. «Sono invalida civile al 75% e insieme a mio figlio di 23 anni, con cui convivo, a novembre ho ricevuto la terza dose di vaccino – spiega alla Voce Apuana -. Nonostante questo sono risultata positiva al covid, fortunatamente in forma leggerissima. Mia madre, 84 anni, anche lei positiva e invalida al 100% con diversi problemi di salute, la scorsa settimana è stata ricoverata a Pontremoli per insufficienza polmonare. Da quel momento mio padre, risultato negativo al tampone, è rimasto solo».

Laura si è mossa immediatamente per capire come sopperire all’assenza dell’Oss che, in condizioni normali, si occupava del padre. Per il sistema socio-sanitario locale, infatti, l’uomo è considerato stretto contatto di un positivo, il che richiederebbe di far attivare una procedura, tramite gli assistenti sociali, per mandare a casa dell’anziano personale adeguatamente protetto da Dpi. Le nuove disposizioni in materia di covid, tuttavia, prevedono un percorso diverso. All’uomo, infatti, vaccinato con tre dosi e asintomatico, non dovrebbe essere applicata la quarantena. Insomma, la confusione sul tema continua a essere tanta. A riprova di ciò, per due giorni, nessuno si è fatto vivo e l’uomo è rimasto solo, senza potersi lavare né vestire.

«Le assistenti sociali, comprese quelle assegnate a mio padre, non rispondevano o avevano il cellulare staccato. continua la figlia -. Ho contattato la Compass (Società cooperativa sociale onlus, ndr.) ma mi hanno risposto che, essendo il personale tutto occupato, non avrebbero potuto mandare nessuno. Ho trascorso una giornata al telefono. Ho chiamato carabinieri, Croce Rossa, Croce Bianca, assistenti sociali, l’Asl, la guardia medica e tutti i numeri covid. Nessuno mi ha aiutato, eccetto il medico di famiglia che si è attivato per chiamare l’Usca. A distanza di cinque giorni sono riuscita a parlare con una dottoressa del servizio di assistenza domiciliare ai malati covid, la quale ha attivato una ragazza che domani, finalmente, andrà a lavare mio padre».

Ma intanto, per cinque giorni, non si è mossa un’anima. L’uomo, paziente e tranquillo, è rimasto in attesa. «Ma quello che è successo è molto grave – chiude Laura -. Ora qualcosa sembra muoversi, ma per cinque giorni siamo stati abbandonati».