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Sindacati in piazza contro la Manovra Draghi. A Massa-Carrara alta adesione per i settori cave e metalmeccanico foto

Tre i temi caldi: fisco, pensioni e contrasto alla precarietà del lavoro. Gozzani (Cgil): «Bisogna andare avanti con lotte e mobilitazioni. Siamo determinati»

MASSA-CARRARA – Quattro pullman sono partiti da Massa-Carrara in direzione Roma ieri, 16 dicembre, in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro la Manovra 2022 messa in campo dal governo Draghi. Qualcuno è andato anche in treno. Del resto l’obiettivo, dichiarato alla vigilia dagli stessi sindacati, era chiaro: riempire le piazze, da Roma a Cagliari. E così è stato, nonostante alla protesta non abbiano partecipato sanità e parte della scuola. I dati sulle adesioni per quanto riguarda i settori metalmeccanico, cave e grande distribuzione dicono rispettivamente 80, 90 e 40 percento.

Tre, sostanzialmente, i temi caldi: fisco, pensioni e contrasto alla precarietà del lavoro. Sul primo il governo ha previsto un intervento di riduzione della pressione fiscale sui fattori produttivi attraverso l’utilizzo di 8 miliardi di euro l’anno e destinato alla riduzione di IRPEF e IRAP. Una manovra per la quale, da subito, i sindacati avevano chiesto che le risorse fossero destinate ad avvantaggiare interamente i redditi bassi e medio-bassi. La scelta di Palazzo Chigi è stata invece quella di operare sulla riduzione delle aliquote, intervenendo quindi sui redditi di tutti i contribuenti. Ed anzi – sostengono – Cgil, Cisl e Uil, ad avere più benefici saranno proprio coloro che hanno redditi elevati e molto elevati. “Non vi è progressività – fa notare Paolo Gozzani, segretario Cgil Massa-Carrara, presente a Roma – i redditi fino a 15mila euro non hanno quasi nessun beneficio in busta paga”.

Poi c’è il punto che riguarda le pensioni. “Siamo convinti – prosegue Gozzani – che si debba separare l’assistenza dalla previdenza. A quel punto si avrebbero le risorse per mandare in pensione le persone con 40 anni di contributi”. E un aspetto particolare è quello della cosiddetta “pensione di garanzia”. “I giovani – spiega il segretario della Cgil – svolgendo principalmente lavori precari e stagionali, non riuscirebbero mai a raggiungere i requisiti nella pensione. Chiediamo che nell’anno in cui lavorano soltanto nella stagione abbiano quantomeno una contribuzione che conteggi tutto l’anno”. La situazione dei giovani è un tema particolarmente caro ai sindacati. “La nostra protesta – dice Gozzani – è anche per contrastare la precarietà. A Massa-Carrara 8 lavoratori su 10 sono a termine. Serve ridare centralità al lavoro, ma un lavoro di qualità. Bisogna andare avanti con lotte e mobilitazioni. Siamo determinati”.

Gaia: 19 lavoratori apuani hanno aderito allo sciopero

Anche parte del personale Gaia ha aderito allo sciopero generale. Sono 28 in tutto, come si legge in una nota del gestore, i dipendenti che ne hanno preso parte. A Massa-Carrara hanno aderito 19 lavoratori su un totale di 250 unità di personale interessato. Questi i dati delle altre province.
– Provincia di Lucca (Lu) personale interessato n. 257, lavoratori che hanno aderito n. 9;
– Provincia di Pistoia (Pt) personale interessato n. 11, lavoratori che hanno aderito “nessuno”.