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Meno terre alle cave e più gettito per le casse comunali: esultano i Cinque Stelle foto

Il vicesindaco Martinelli: «È l’effetto del rialzo delle tariffe voluto dall’amministrazione e che ha riguardato in particolare i materiali più pregiati»

CARRARA – Torna a crescere il quantitativo di terre asportate dalle cave di marmo: il trend, già in corso dal mese di novembre, farà registrare un’impennata nell’arco del 2022, con la rimozione di un totale di circa 3 milioni di tonnellate, di cui almeno il 30% da cumuli di vecchia data. Sono i numeri che snocciola il Movimento 5 Stelle di Carrara: «Numeri importanti – evidenziano – che testimoniano l’impegno messo in campo dall’amministrazione comunale nell’ambito delle iniziative di contrasto al rischio idrogeologico e sostegno all’attività delle imprese in un’ottica di economia circolare. Già dal prossimo mese inizieranno le operazioni di due progetti relativi alla realizzazione di infrastrutture pubbliche: il primo, legato ai lavori sul porto Petroli a Genova Sestri, prevede la discesa dal monte di circa 2 milioni di tonnellate di detriti; il secondo, che riguarda l’intervento per la realizzazione della diga foranea di Savona, l’asportazione di un ulteriore milione di tonnellate. In entrambi i casi il materiale dovrà essere composto al 75% da terre e al 25% da scaglie, bianche o scure. Il Consiglio comunale, con proposta del gruppo del Movimento 5 Stelle, è intervenuto per incentivare interventi di questo tipo che alimentano l’economia circolare e agevolano di il trasporto a valle di imponenti quantitativi di terre, anche vecchie, a beneficio della sicurezza idrogeologica».

«Grazie a questo impegno reciproco tra Comune e imprese nel corso del 2022 scenderanno dalle nostre cave circa 3 milioni di tonnellate di materiali di risulta, di cui oltre 2 milione di tonnellate saranno composte da Terre. Si tratta di un risultato importante che conferma la bontà della nostra politica di agevolare il più possibile quei progetti che ci permettono di incidere positivamente e concretamente sulla sicurezza del nostro territorio» ha dichiarato Stefano Dell’Amico, presidente della Commissione marmo.

«L’impennata del 2022 – spiegano i pentastellati – va a coronare la scia positiva avviata dall’amministrazione comunale fin dai primi mesi del suo insediamento. A fronte delle sole 97mila tonnellate di terre asportate nel corso del 2016, ultimo anno del precedente mandato, nel 2017 – primo anno dall’arrivo del M5S alla guida della città – il quantitativo è subito salito a 150mila tonnellate; il 2018 ha fatto registrare il primo “boom” con 400 mila tonnellate, salite a 500mila l’anno successivo. Dopo l’inevitabile flessione del 2020 che, causa lockdown, ha tenuto ferme per mesi le attività, l’anno in corso si chiuderà con un ammontare di circa 300mila tonnellate asportate».

«Ma queste – annunciano – non sono le uniche notizie positive che arrivano dall’esame dei quantitativi dell’attività alle cave. Sì perché nel corso del 2021, a fronte del un calo dei blocchi estratti, il gettito nelle casse del Comune è comunque aumentato». «È l’effetto – spiega il vicesindaco con delega al Marmo, Matteo Martinelli – del rialzo delle tariffe voluto dall’amministrazione e che ha riguardato in particolare i materiali più pregiati. Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da una diminuzione dei volumi prodotti dovuti a fattori di carattere straordinario quali la pandemia. L’introduzione nel 2020 del contingentamento delle produzioni di ciascuna cava, stabilito in linea generale dal Piano Regionale Cave e definiti per ciascuna cava dai piani di bacino del Comune (Pabe), avrà come indubbio risultato quello di traslare alle generazioni future i benefici derivanti dall’utilizzo dei giacimenti in essere».

«Tuttavia – conclude Martinelli – la coerenza dei piani dovrà essere attentamente valutata e monitorata alla luce non solo dell’andamento del mercato ma tenendo sempre bene a mente l’importanza del marmo come bene comune, ricchezza irripetibile ed esauribile insita nelle nostre montagne. È nostro dovere preservare con grande parsimonia e attenzione questo immenso patrimonio dal valore economico/sociale, paesaggistico, identitario».