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Aggressione in centro, il circolo: «Provocazioni violente da chi ha idee contrastanti al progetto» foto

Il "Baccanali" scrive un post sui social. E intanto continuano ad arrivare le attestazioni di solidarietà per i militanti di Forza Italia

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CARRARA – Dopo i disordini e le aggressioni avvenute nella serata di venerdì nel centro storico di Carrara che hanno coinvolto tre militanti di Forza Italia e alcuni giovani che si trovavano nei pressi del circolo dei Baccanali, è lo stesso locale a intervenire. Una vicenda che è finita con cinque denunce a carico di altrettanti giovani, tutti residenti nel territorio di Carrara, che sono stati deferiti per i delitti di minacce, danneggiamento aggravato, lesioni e violenza privata. Sul caso nelle ultime ore è intervenuto con un post sui social proprio lo stesso circolo.

«In nome dei fatti accaduti venerdì notte in via San Piero – scrivono – vorremmo dire alcune cose: il circolo Arci dei Baccanali è un progetto culturale, non un circolo anarchico, è un luogo aperto a tutti coloro che hanno idee etiche e politiche pacifiste, antirazziste, antissessiste e antifasciste, un luogo creativo e di scambio, dove nel corso degli anni sono nati diversi progetti di Arte e di aggregazione, uno tra i quali adotta un vicolo, un progetto nato dall’esigenza di riqualificare una delle zone più belle della città attraverso l’arte e l’amore».

«Venerdì sera – raccontano – il vicolo e di conseguenza il circolo (anche se già chiuso) sono stati teatro di una forte azione provocatoria e violenta, determinata da persone con idee politiche ed etiche contrastanti al progetto, infangando così il nome di via San Piero e dei Baccanali. A queste persone vorremmo solo dire una cosa, la lealtà e la sincerità sono alla base della vita, senza coscienza nulla ha senso di esistere. Detto questo, prendetevi le vostre responsabilità e tenete fuori la violenza dal vicolo. Attenzione anche a quello che scrivono i giornali, pilotati da chi ha i mezzi per poter mentire facilmente, la fantasia in certi casi corre più veloce della realtà, purtroppo sempre a discapito di qualcuno».

E sul caso continuano ad arrivare le attestazioni di solidarietà all’indirizzo dei tre militanti di Forza Italia. «Che fine hanno fatto – scrivono Roberta Dei, Mauro Rivieri e Mario Cipollini dell’associazione Libertà e Diritti – il dialogo, il confronto, il dibattito, e il rispetto politico a Carrara? I signori, coloro che si spacciano per possessori della democrazia e della libertà sono invece coloro che vorrebbero eliminare l’avversario politico con la violenza; tipico di una cultura anarchica e di sinistra che purtroppo a Carrara ha profonde radici. L’aggressione contro i tre esponenti di Forza Italia, fra cui l’amico Gianni Musetti a cui esprimo la mia totale solidarietà, è stato un vile attacco politico da parte di delinquenti. Questo tipo di aggressione, sessanta contro tre come avvenuto a Carrara, sono quei metodi squadristi che la sinistra anarchica nella sua storia ha sempre adoperato per far tacere chi non la pensa come loro. Non dimentichiamo che qualche tempo fa i giovani di destra venivano aggrediti malmenati e solamente perché non comunisti. Si pensava che quelli fossero oramai tempi passati, non è cosi. Con Gianni ho fatto politica per molto tempo, era solo un ragazzino brillante e pieno di entusiasmo, quando si iscrisse ad Alleanza Nazionale, e poi aderì alla componente Destra Protagonista che faceva capo a Maurizio Gasparri. Gianni si e sempre battuto per ciò in cui credeva, ma è sempre stato un costruttore, non un violento non un facinoroso, ma sempre favorevole al dialogo e al confronto. Vorremmo che da Carrara, e da tutte le forze politiche, fosse condannato questo gesto di intolleranza e odio che solamente grazie all’intervento delle Forze dell’ordine non si e’ trasformato in tragedia».

E anche la deputata di Italia Viva, Silvia Fregolent interviene: «L’aggressione a Carrara di alcuni esponenti politici è un atto spregevole, aldilà di qualsiasi appartenenza partitica. Questo episodio non va sottovalutato e rappresenta un campanello di allarme da non sottovalutare: quando il dissenso diventa violenza, la democrazia è in pericolo; è quindi necessario che i responsabili vengano individuati e puniti prima possibile».

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