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Lancia la droga e si dà alla fuga, i carabinieri lo fermano: in manette spacciatore 30enne

L’uomo era anche ricercato per una condanna a quattro anni di carcere sempre per fatti di droga. Nei guai anche il fratello agli arresti domiciliari, che per dare manforte al pusher è uscito dall’abitazione senza permesso

CARRARA – Altra operazione antidroga messa a segno dai carabinieri del Nucleo Operativo di Carrara che questa volta hanno arrestato due extracomunitari originari del Marocco, entrambi con una sfilza di precedenti penali alle spalle. Si tratta di due fratelli di 30 e 24 anni che vivono insieme a pochi passi dal Duomo di Carrara, presso un’abitazione non molto distante dalla caserma dei Carabinieri, dove il più piccolo si trova da qualche mese ai domiciliari, sempre per fatti di droga. Il 30enne, invece, è tornato sotto i riflettori degli uomini dell’Arma nelle ultime settimane, praticamente da quando è tornato dal Marocco ed è stato nuovamente visto in giro per Carrara in compagnia di altri personaggi noti alle Forze dell’Ordine.  Per questo motivo, conoscendo i trascorsi del magrebino, c’erano forti sospetti che fosse ancora una pedina importante nello scacchiere del consumo e spaccio di stupefacenti in città, infatti la conferma è arrivata dopo i primi appostamenti per le stradine del centro storico, dove persino i residenti si erano lamentati per un frequente viavai di persone dall’atteggiamento poco raccomandabile, che facevano su e giù lungo un vialetto pedonale conosciuto dalla gente del posto come “scalinata dei Buttinetti”, che collega la zona dove abitano i due fratelli con quella dell’ex ospedale.

La svolta dell’indagine c’è stata giovedì pomeriggio, quando lo spaccio è avvenuto sotto gli occhi dei Carabinieri. Mentre erano appostati, gli investigatori hanno visto arrivare l’extracomunitario dal solito attraversamento, poi è spuntato dal nulla un noto consumatore a cui il pusher ha passato una dose di cocaina, in cambio di alcune banconote. A quel punto è scattata l’operazione. L’acquirente appena ha visto arrivare i militari dell’Arma ha gettato per terra la dose che aveva in mano, invece lo spacciatore se l’è data a gambe per le stradine del centro storico, ma dopo una lunga rincorsa è stato bloccato mentre stava per intrufolarsi nell’abitazione dove vive il fratello, che pur essendo agli arresti domiciliari è uscito di casa e si è precipitato per le scale. Da lì è iniziato una sorta di tira e molla, che ha visto da una parte il magrebino ai domiciliari che ha cercato in tutti i modi di tirare a sé il fratello per strapparlo dalle mani del Carabiniere, che invece non ha mollato la presa e nonostante la tenace resistenza dei due extracomunitari è riuscito ad ammanettare il pusher, con l’aiuto di un collega che è arrivato di corsa a dargli manforte.

L’uomo, dichiarato in arresto per “spaccio di stupefacenti”, non aveva altra droga addosso, però dalle sue tasche è spuntato un “tesoretto” di 640 euro in contanti ritenuti il provento delle dosi vendute, per questo gli sono stati sequestrati, visto che non lavora, né ha voluto dire come li ha guadagnati. È stata perquisita da cima a fondo anche l’abitazione dei due, ma non è stato trovato più nulla. Naturalmente anche il fratello ai domiciliari non l’ha passata liscia per tutto quello che ha combinato, infatti è stato dichiarato in arresto per “evasione”.

L’indagine, ha poi avuto un risvolto inaspettato perché il controllo delle impronte digitali ha fatto emergere che il 30enne era pure ricercato perché deve scontare 4 anni e nove mesi di carcere per reati in materia di sostanze stupefacenti commessi a Carrara nel biennio 2017/2019, perciò dopo la notifica del Provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Genova, è stato accompagnato presso la casa di reclusione di Massa, mentre il fratello è stato rimesso ai domiciliari in attesa della direttissima.

I due fratelli, sono stati portati in Tribunale stamattina. Dopo la convalida dell’arresto davanti al giudice Ermanno De Mattia, il più giovane è stato di nuovo sottoposto agli arresti domiciliari, mentre l’altro è tornato in carcere.