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Più di un anno di volontariato per i giovani che aggredirono i poliziotti a Marina di Carrara

Ieri il giudice Marta Baldasseroni, accogliendo la richiesta di messa alla prova per sedici dei ventuno ragazzi. Gli altri cinque imputati hanno scelto invece il rito abbreviato

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MARINA DI CARRARA – Dovranno fare oltre un anno di volontariato nelle associazioni locali sedici dei ventuno giovani che nella notte del 23 agosto 2020 aggredirono i poliziotti intervenuti a placare una rissa nel centro di Marina di Carrara. Sono accusati di violenza, minaccia, resistenza e lesioni.

Ieri il giudice Marta Baldasseroni, accogliendo la richiesta di messa alla prova, ha stabilito dalle 300 alle 500 ore di volontariato, che si svolgeranno tra Avis, Croce Rossa e Pubblica Assistenza. La sospensione del processo ha come vincolo il risarcimento danni nei confronti dei poliziotti aggrediti quella notte: se alla fine del programma risultassero degli inadempimenti, la messa alla prova si annullerebbe. Terminato il periodo di volontariato, il giudice deciderà se considerare estinto il reato. Gli altri cinque imputati hanno scelto invece il rito abbreviato, rinunciando al dibattimento in cambio di uno sconto di pena.

La Procura intanto ha ricostruito i fatti dopo aver visionato le immagini della videosorveglianza e i e e dai vari smartphone. Queste mostrano i giovani inveire contro gli agenti e lanciare loro bicchieri, pietre e bottiglie di vetro. Alcuni giovani infine hanno accerchiato una volante impedendole di partire.

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