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Green pass, scioperi e manifestazioni: sarà un venerdì nero anche a Massa-Carrara?

Comune di Massa, Camera di Commercio, Regione Toscana e Ctt Nord hanno annunciato possibili disservizi. I lavoratori senza certificazione verde sarebbero tra i 5 e i 6mila, a rischio blocco l'economia apuana. Previsto un sit-in in piazza Aranci

MASSA-CARRARA – Sarà una giornata campale quella di domani, venerdì, per l’Italia e anche per la provincia di Massa-Carrara. L’obbligo del Green pass sul posto di lavoro, infatti, potrebbe causare blocchi di produzione o disagi per disservizi dovuti agli scioperi e al fatto che molti lavoratori, ancora oggi, sono sprovvisti della certificazione verde. Secondo i dati forniti alla Voce Apuana da Paolo Gozzani, segretario della Cgil apuana (qui l’intervista), sarebbero tra i 5 e i 6mila. Numeri che preoccupano il sindacato per possibili blocchi dell’economia apuana.

Sul fronte delle imprese abbiamo provato a raggiungere il presidente della delegazione apuana di Confindustria, Matteo Venturi, il quale non ha voluto rilasciare dichiarazioni finché non avranno ben analizzato l’impatto del Green pass, si è limitato a dire. Sicuramente non mancheranno gli scioperi e le manifestazioni anche nella provincia apuana. Comunicati su possibili disservizi sono già arrivati da Comune di Massa, Camera di Commercio (qui) e Regione Toscana (qui) e, negli ultimi minuti, anche da Ctt Nord, l’azienda del trasporto pubblico locale: «Ctt Nord comunica che domani 15 ottobre, con l’entrata in vigore dell’obbligo dell’esibizione del Green pass nei luoghi di lavoro, si potrebbero verificare casi di mancata erogazione del servizio, che ad oggi non sono prevedibili. L’azienda metterà in campo tutte le iniziative tese a garantire il servizio, limitando al minimo eventuali disagi all’utenza».

«Il Green Pass imposto dal governo Draghi è un atto illegale – si legge nel volantino digitale diffuso dal sindacato Fisi che da qualche giorno sta facendo il giro delle chat – perché viola la Costituzione e rappresenta un sopruso intollerabile per tutti i lavoratori. È chiaro ormai che non si tratta di uno strumento di prevenzione sanitaria bensì di un ricatto per licenziare coloro che rifiutano un vaccino sperimentale che non protegge e non impedisce il contagio». Il Fisi «sostiene tenacemente e con fermezza la difesa dei diritti, la dignità del lavoro, la democrazia. Per abrogare questa legge liberticida, per il diritto al lavoro, per dire no ad un governo servile coi poteri forti e spietato con i deboli e le minoranze». E sulla base di questo è stata indetta una manifestazione alla Spezia, alle 10.30 in piazza Europa, alla quale, sembra, parteciperanno anche cittadini apuani.

Un’altra azione di protesta è stata annunciata poi a Massa, dove alle 15.00 in piazza Aranci, l’associazione Rivoluzione Allegra ha organizzato un sit-in: «Venerdì 15 ottobre 2021 resterà nella storia come il “giorno della vergogna”, perché mai nella storia della Repubblica si era verificato quanto sta per accadere: milioni di cittadini, di lavoratori, saranno costretti a esibire un “lasciapassare” per poter accedere a servizi e attività essenziali, come quelle che riguardano la sussistenza. “O ti vaccini o paghi o non lavori”: questo ha deciso lo Stato italiano per portare avanti un processo di assimilazione senza precedenti. Ora, nel momento in cui serve un “lasciapassare” per accedere non solo ad attività sociali e ricreative (il che già sarebbe illegittimo) ma addirittura a luoghi di studio e al lavoro (e questo avviene in una Repubblica che è fondata sul lavoro, art. 1 della Costituzione), si sta intaccando pesantemente la dignità dei cittadini, dignità e uguaglianza, riconosciute e protette dall’art. 3 della Costituzione. Lunedì scorso sono scese in piazza, in tutta Italia, oltre centomila persone, 1 milione il novero di lavoratori che ha aderito allo sciopero indetto dai sindacati di base. Numeri  ancora più imponenti si prevedono per lo sciopero e per le mobilitazioni di piazza che prenderanno avvio questo fine settimana, minacciando di mettere in ginocchio il Paese. Da Trieste a Palermo, tutta l’Italia, che ha a cuore la difesa dei diritti e della dignità delle persone e dei lavoratori, è sul piede di guerra: se siamo ormai arrivati a tanto, è perché non ne possiamo più».

«Continuare a sostenere che l’art. 16 della Costituzione – proseguono gli organizzatori – “consente limitazioni della libertà di circolazione per ragioni sanitarie”, come è scritto nella premessa del d.l. 52 dell’aprile 2021, istitutivo del Green Pass, è una palese menzogna: dal lockdown “totale” al lasciapassare, siamo in presenza di “sospensione” del diritto di circolazione, non già di “limitazione” come è scritto nella Carta Costituzionale. Inoltre, l’art. 16 non consente affatto che queste “limitazioni” possano essere utilizzate per altri fini, come rendere più complesso e costoso, in spregio alle norme costituzionali sull’uguaglianza dei cittadini, il diritto all’istruzione o al lavoro. In particolare le disposizioni sul Green Pass sono uno strumento di pressione finalizzato a incentivare una vaccinazione che, a oggi, non è obbligatoria; così di fatto si stravolge il disposto dell’art. 32, comma 2, della Costituzione, che garantisce il diritto a non prestare il consenso ad un trattamento sanitario a meno che l’obbligo sia previsto da una legge, nonché il senso della legge n. 219/2017 e disposizioni precedenti, anche internazionali, che richiedono, per i trattamenti sanitari, un consenso libero, quindi non viziato da violenza, minaccia o inganno, e informato».