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Conguagli folli nelle bollette del gas, il giudice di pace dà ragione all’utente

Nel 2016 un consumatore massese si era visto recapitare una bolletta di circa 1.500 euro per un numero astronomico di metri cubi di gas

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MASSA – Nel 2016, dopo la sostituzione del contatore del gas, un consumatore massese si era visto recapitare una bolletta “folle” di circa 1.500 euro a titolo di conguaglio per un numero astronomico di metri cubi di gas. L’utente si è rivolto alla sede di Massa della Confconsumatori, ha pagato ed ha agito nei confronti del fornitore per chiedere la restituzione della somma. Tramite l’avvocato Francesca Galloni della Confconsumatori di Massa-Carrara, ha citato quindi in giudizio il venditore del gas che, a sua volta, ha chiamato in garanzia la società che gestisce la rete pubblica del gas.

Alla fine il giudice di pace ha accolto la domanda dell’utente e condannato la società di vendita alla restituzione delle somme, ma soprattutto ha confermato e sancito il principio secondo il quale le letture del contatore possono essere superate anche con presunzioni semplici e – ad esempio – un consumo superiore di circa 810 metri cubi di gas all’anno rispetto alla media nazionale è chiaro sintomo di non funzionamento e inattendibilità del contatore.

Il giudice di pace, confermando le tesi dei consumatori, ha aggiunto che “non occorre neppure chiedere la verifica del contatore” e che “la tardiva lettura da parte del consumatore e la tardiva fatturazione del venditore costituiscono anomalie che non fanno emergere la prova del credito”. «Infatti – precisano da Confconsumatori – la prova del credito, come è chiaro, incombe sulla società di vendita del gas e non sul consumatore/utente».

Prosegue dunque, a Massa e in tutto il resto della Toscana, la tutela degli utenti del gas nei confronti di venditori e distributori. Gli interessati possono rivolgersi agli sportelli di Confconsumatori: tutti i contatti sono sul sito www.confconsumatoritoscana.it, dove sarà pubblicato anche il testo della sentenza.

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