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Sanitari non vaccinati, Giani: «Sospensione per 4.500». La Cisl: «Situazione esplosiva per carenza di personale»

A Massa-Carrara sono un migliaio gli operatori senza siero. Il governatore: «I no vax non possono prendersi cura degli altri». Il sindacato: «La situazione peggiorerà e ricadrà sulle spalle del personale, servono assunzioni»

MASSA-CARRARA – «Stanno partendo le lettere di sospensione per gli operatori sanitari no vax, in Toscana sono circa 4.500. Chi non intende vaccinarsi non può prendersi cura degli altri». Lo ha annunciato poco fa via social il presidente della Regione, Eugenio Giani. A Massa-Carrara, gli operatori sanitari non vaccinati contro il covid-19 sono poco meno di mille (634 nella zona Apuana e 288 in Lunigiana), come avevamo riportato qui. Al momento, però, non è noto il numero di quanti di questi riceveranno la lettera di sospensione annunciata dal governatore. Si sa soltanto che a livello di Asl Toscana nord ovest sono 1.730 dipendenti. Tra i sanitari sono compresi medici, infermieri, farmacisti, operatori socio-sanitari, operatori delle case di cura e, i numeri della provincia apuana, non riguardano soltanto dipendenti dell’Asl Toscana nord ovest ma anche i liberi professionisti e dipendenti di altre strutture private.

A lanciare l’allarme però è la Fp-Cisl della Toscana, secondo cui, la sospensione di questi operatori causerà una «situazione esplosiva per carenza di personale». «In vista della sospensione del personale sanitario non vaccinato preoccupano moltissimo le parole del presidente della Regione, Eugenio Giani, che a Repubblica nei giorni scorsi ha parlato di un buco da 300 milioni nella sanità toscana. Ora capiamo perché non sono state ancora fatte le assunzioni attese da mesi e perché la Regione non ha risposto ai nostri ripetuti solleciti. Deve essere chiaro a tutti però che la situazione sta diventando esplosiva per la carenza di personale e lo sarà ancora di più dopo la sospensione del personale non vaccinato e in vista dell’autunno». A dirlo è il reggente della Fp-Cisl Toscana, Mauro Giuliattini, che torna a chiedere «subito assunzioni a tempo indeterminato, su tutti i profili a partire dagli infermieri, da tutte le graduatorie utili per riempire i vuoti nelle dotazioni organiche rispetto agli anni pre-covid e per sostituire le eventuali sospensioni di personale non vaccinato».

«E dove non ci sono graduatorie valide (con particolare urgenza per i tecnici di laboratorio che mancano in tanti laboratori toscani) – aggiunge Giuliattini – vengano espletati subito i concorsi; e venga favorita la mobilità del personale sanitario per il riavvicinamento ai luoghi di residenza, anche in questo caso resa più difficile dalle carenze di organico. Giani parla di seimila assunzioni fatte nella sanità toscana, ma la verità è che si tratta di stabilizzazioni e copertura del turnover: facendo i conti abbiamo dimostrato che tra gli infermieri si è in pratica solo sostituito il personale andato in pensione e che in alcune Asl e aziende ospedaliere oggi ci sono meno infermieri del 2017, nonostante i carichi di lavoro enormemente aumentati per il covid. Con le sospensioni dei non vaccinati la situazione ovviamente peggiorerà e ricadrà sulle spalle del personale regolarmente vaccinato».

«Viene da chiedersi a cosa sia servita la riforma regionale della sanità del 2016 che avrebbe dovuto mettere i conti in sicurezza e dove sia finito l’impegno del presidente Giani che in campagna elettorale prevedeva una revisione e un miglioramento di quella stessa riforma. Questo – conclude Giuliattini – non è il momento di piangere per i buchi di bilancio, ma quello di mantenere le promesse e di assumere il personale che serve, a partire da chi ha vinto il concorso e da mesi ha già dato la disponibilità all’assunzione e sta aspettando la chiamata. Ne va della sicurezza degli operatori e dei cittadini».