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Apuane, cavità carsiche e infiltrazioni di marmettola: il Parco sospende le lavorazioni in due cave

Si tratta della Piastrabagnata a Vagli Sopra e la Rigo nel comune di Seravezza

APUANE – Continua l’attività di tutela e valorizzazione delle cavità e forme carsiche del Parco delle Alpi Apuane, realizzata anche grazie alla collaborazione con la Federazione Speleologica Toscana (Fst) che è stata formalizzata in un apposito Protocollo d’Intesa approvato il mese scorso. Con due ordinanze distinte (la numero 5 del 29 giugno 2021 e la n. 6 del 7 luglio 2021) il presidente del Parco delle Alpi Apuane, Alberto Putamorsi, ha ordinato la sospensione dei lavori nelle aree circostanti le forme carsiche intercettate in altrettanti siti di cava: la Cava Piastrabagnata a Vagli Sopra e la Cava Rigo nel comune di Seravezza. In entrambi i casi sono state fermate le lavorazioni che intercettavano le cavità carsiche.

Presso la cava Piastrabagnata, il rapporto istruttorio del Settore Pianificazione e controlli in materia di cave della Regione Toscana ha evidenziato la realizzazione di lavorazioni difformi dal progetto autorizzato. Alla ditta è stata ordinata la sospensione immediata di ogni attività di lavorazione nelle aree interessate dalle cavità carsiche intercettate con l’eventuale rimozione del materiale che dovesse occludere le cavità, per consentirne l’ispezione speleologica e la realizzazione immediata di ogni opera finalizzata alla tutela dell’ambiente carsico delle cavità intercettate.

Per la cava Rigo, l’ordinanza è stata firmata a seguito dei controlli del Comando Guardiaparco e della Federazione Speleologica Toscana. In questo caso il Parco, già nel maggio scorso aveva diffidato la ditta a ottemperare alla prescrizione contenuta della pronuncia di compatibilità ambientale n. 15 del 22 luglio 2020 secondo cui: “le lavorazioni in corrispondenza dell’ingresso dell’Abisso Tripitaka devono rimanere sospese per un raggio di almeno 15 metri, rimuovendo il materiale detritico fino ad ora accumulato e mettendo in sicurezza la cavità carsica da ogni sversamento di detriti, fanghi acque di lavorazione e quanto altro possa mettere a rischio l’ecosistema interno della grotta.”

Invece i controlli hanno evidenziato, tra le altre irregolarità, che l’ingresso dell’Abisso Tripitaka non era ancora liberato dal detrito e non risultavano adottate e messe in opera le necessarie misure per la tutela dell’ambiente carsico ipogeo da eventuali infiltrazioni di marmettola e di acque dilavanti. Anche in questo caso la ditta dovrà provvedere a rimuovere i detriti e a mettere in opera tutte le necessarie misure per la tutela dell’ambiente carsico ipogeo da eventuali infiltrazioni di marmettola.