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Truffe, occhio ai messaggi-svuota conto corrente: arrivano via sms, Whatsapp e email

Anche a Massa-Carrara ci sono state varie segnalazioni. Anap: «Non cliccate sui link»

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MASSA-CARRARA – Arrivano per sms, Whatsapp ed email: contengono messaggi che invitano a cliccare su un link allegato. E il malcapitato che cade nel tranello si ritrova lo smartphone, il tablet o il computer infettato da “trojan” che catturano i dati del conto corrente, della carta di credito, dei documenti di identità e ne fanno un uso fraudolento. Ormai le cronache riportano sempre più spesso notizie di persone che si sono viste prelevare somme, anche ingenti, dal conto corrente o dalla carta di credito. E poi recuperare il maltolto non è impresa semplice, sempre che ci si riesca.

A gettare l’allarme, in particolare per le persone anziane, stavolta è Maria Grazia Bergamo, presidente di Anap (Associazione Nazionale Anziani Pensionati) di Confartigianato Massa-Carrara. «Messaggi di questo tipo – conferma Bergamo  – sono arrivati a molti smartphone dei nostri associati. Nel testo si diceva che un certo pacco era stato trattenuto presso un sedicente centro di spedizioni. Per recuperare il pacco, che ovviamente non era stato ordinato, si diceva di seguire le istruzioni contenute nel link allegato. Fortunatamente i destinatari della truffa si sono ben guardati dal cliccare su quel link, perché era chiaramente un modo per infettare il telefono e carpire dati sensibili. Se lo avessero fatto i malintenzionati sarebbero stati in grado di prelevare soldi dal conto, o avrebbero potuto usare i  dati per trarre in inganno altre persone. Questi messaggi sono trappole – ribadisce Bergamo – e bisogna diffondere questa consapevolezza il più possibile, per evitare che le persone meno smaliziate possano cadere nell’inganno».

A questo classico della truffa adesso si aggiunge anche quello che chiama in causa il “Green Pass”, un messaggio che invita a cliccare su un link: “in questo link puoi scaricare il certificato verde Green Pass Covid-19 che ti permette liberamente di muoverti in tutta Italia senza mascherina”. Ma cliccando la vittima finisce su una finta pagina istituzionale con numerosi loghi simili all’originale e ovviamente poi viene richiesto di inserire i dati personali e/o bancari con tutte le conseguenze del caso. Di qui la decisione di lanciare un appello per far conoscere il più possibile questa tipologia di truffa e invitare tutti, in particolare gli anziani, a non cliccare sui link contenuti in messaggi di questo tipo.

«Come Anap abbiamo fatto numerose campagne per allertare gli anziani contro le truffe – ricorda Bergamo – li abbiamo invitati a non aprire a chi si presenta alla porta millantando storie di vario tipo. Abbiamo fatto presente che anche per strada si possono incontrare malintenzionati che raccontano storie pietose che riguardano parenti o amici, e abbiamo invitato a non cadere in trappola. Ora dobbiamo allertare tutti, ma gli anziani sono ancora una volta i soggetti più a rischio, di fronte a una evoluzione tecnologica delle truffe. Non cliccate – ribadisce la presidente – su link di messaggi che vi arrivano per sms, Whatsapp o email. Cancellate questi messaggi. E se proprio avete un dubbio, fateli vedere a qualcuno più esperto. Ma sappiate che le banche, la posta, o comunque i corrieri veri, che recapitano merce ordinata da qualcuno di famiglia, magari da vostro nipote, non mandano messaggi di questo tipo. In questo senso chiederemo l’intervento dell’Autorità Garante».

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