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«Prelevare dal Magra per funzioni idroelettriche si può». Il Tribunale delle Acque chiude la questione

Respinto il ricorso con il quale un privato chiedeva l'annullamento della concessione rilasciata da Provincia di Massa-Carrara e Regione Toscana al Canale Lunense

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LUNIGIANA – Il Consorzio Canale Lunense ha tutto il diritto a prelevare acqua dal fiume Magra per uso idroelettrico. Lo ha stabilito il Tribunale Superiore della Acque Pubbliche di Roma respingendo il ricorso con il quale un privato chiedeva l’annullamento della concessione rilasciata da Provincia di Massa Carrara e Regione Toscana.

Come noto, Il Consorzio Canale Lunense, ente di irrigazione e bonifica, è titolare di una centrale idroelettrica (circa 600 megawatt annui la produzione di energia pulita), la cui realizzazione affonda le radici negli anni Trenta, posta in prossimità della storica sede istituzionale di via Paci a Sarzana. La centrale sfrutta un salto di 5 metri dell’acqua portata dall’asta irrigua la cui presa è situata sul fiume Magra a Stadano, comune di Aulla, prima di percorre per 24 chilometri tutta la piana della vallata.

Il pronunciamento dell’organo giudicante circa le controversie inerenti all’utilizzazione delle acque pubbliche ha così sancito la validità della concessione trentennale ad uso idroelettrico di cui è titolare il Consorzio del Canale Lunense accogliendo le istanze dell’avvocato Arcangelo Guzzo dello Studio Compagno di Roma, bocciando il ricorso del privato basato su un presunto danno e scrivendo la parola fine su una querelle iniziata nel 2018.

Il procedimento ha coinvolto al fianco del Canale Lunense, la Provincia di Massa Carrara, la Regione Toscana e Centrogas La Spezia (anche quest’ultima assistita dall’avvocato Guzzo), ex società della galassia Acam, originariamente contitolare assieme al Consorzio sarzanese della concessione di prelievo delle acque per produrre energia.

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