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Follia al bar, prende a pugni la cameriera e scappa: dipendente della Marina nei guai

L'episodio era accaduto a dicembre scorso. Si tratta di un 36enne brindisino che è stato denunciato dai carabinieri per aggressione

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FIVIZZANO – Trentaseienne brindisino, pregiudicato, è stato deferito in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Fivizzano (Massa-Carrara) per aver aggredito, senza motivo, prima una cameriera e poi il proprietario, intervenuto in difesa della ragazza, di una pizzeria in centro a Fivizzano il 20 dicembre scorso. Qualche giorno prima del passato Natale, un 36enne brindisino di origine e residente nello spezzino, dipendente civile della Marina Militare, dopo aver passato il pomeriggio all’interno di un bar del centro fivizzanese, si era recato, a bordo della propria autovettura – risultata determinante per poter risalire alla sua identità – in una nota pizzeria del centro di Fivizzano, aperta e con alcuni clienti presenti e in fila pronti a portar via quanto ordinato.

Quello che è successo immediatamente dopo il suo arrivo nel locale ha avuto dell’incredibile: un’occhiata lanciata a sfida, senza alcun motivo, al proprietario, fivizzanese di 24 anni, e subito dopo l’aggressione alla cameriera – 32enne del posto – che riceveva prima uno schiaffo e poi un pugno al volto. Tra lo stupore dei presenti, colti ovviamente di sorpresa, l’unico che ha avuto la prontezza di reagire in difesa della ragazza, ormai inerte, dolorante e impaurita, è stato il suo datore di lavoro che, lanciatosi contro il ragazzo è riuscito a metterlo in fuga dopo una breve colluttazione che gli procurava una lesione a un dito della mano. L’aggressore, vistosi ormai messo con le spalle al muro, si dava a precipitosa fuga a bordo della propria auto, facendo perdere le proprie tracce. Passati pochi minuti dalla lite, sul posto giungevano i Carabinieri della Stazione di Fivizzano che, raccolte le prime fondamentali testimonianze, si sono messi alla ricerca del fuggitivo attraverso l’analisi delle telecamere presenti nelle vie limitrofe e l’elaborazione di un identikit costruito mediante le descrizioni raccolte dagli aggrediti e dai clienti presenti nella pizzeria.

Le indagini, portate avanti con grande impegno data la gravità dell’accaduto, hanno consentito di individuare l’aggressore grazie alla fattiva collaborazione di alcuni esercenti pubblici – ai quali era stato mostrato l’identikit dell’assalitore – con i quali è stato possibile ricostruire i movimenti compiuti dall’aggressore poche ore prima del fatto e a risalire al proprietario dell’auto di colore bianco che tutti avevano visto essere condotta dal 36enne la sera dell’aggressione. Un altro impulso determinante per raggiungere la completa identificazione del reo è arrivato da altri testimoni che avevano sentito conversare il brindisino all’interno di un bar di Fivizzano dove, prima di recarsi in pizzeria – così come ricostruito -, ha consumato alcune bevande.

Proprio durante tale circostanza, alcuni avventori del locale avevano captato che probabilmente potesse essere un dipendente della Marina Militare. Gli accertamenti svolti con l’ausilio dei Carabinieri presenti nelle basi lunigianesi della Marina Militare, ai quali sono state fornite le informazioni raccolte dai militari fivizzanesi – fisionomia del reo e modello e colore dell’auto da lui utilizzata -, hanno permesso di individuare l’aggressore, riuscendo quindi a reperire una sua foto, mostrata poi sia alle vittime che ai testimoni.

Il verdetto di tale riconoscimento fotografico è stato unanime: tutti hanno confermato che il ragazzo ritratto nella foto era quello che la sera del 20 dicembre era entrato nella pizzeria, aggredendone proprietario e dipendente. Per lui quindi è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Massa per lesioni personali aggravate. Questo episodio dimostra, ancora una volta, quanto sia importante collaborare con le forze dell’ordine in quanto le informazioni raccolte dai testimoni, in questo caso come in tanti altri, sono risultati determinanti per arrivare a identificare il responsabile della grave aggressione che aveva scosso l’intera comunità fivizzanese.

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