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Brucia mascherine alla manifestazione No Vax e invita a sabotare Sanremo: di nuovo nei guai Nicola Franzoni

Nella serata del 28 febbraio personale della Digos ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e locale a carico dell'imprenditore carrarese. Lui: «Provvedimento abnorme solo per impedirmi di parlare in pubblico»

MASSA-CARRARA – Nella serata del 28 febbraio personale della Digos di Milano e del Compartimento di Polizia Postale della Liguria, unitamente alla Digos di Massa-Carrara ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e locale a carico di Nicola Franzoni, ristoratore e imprenditore carrarese da diversi mesi al centro delle polemiche legate ai lockdown. Il provvedimento è stato emesso da Alberto Nobili, coordinatore della Sezione Distrettuale Antiterrorismo di Milano.

«L’iniziativa giudiziaria – si legge nella nota della Questura di Milano – si è resa necessaria a seguito di una serie di azioni di protesta poste in essere dall’apuano in occasione di una manifestazione No Vax, svoltasi lo scorso 20 febbraio a Milano per conto del movimento Reopen Italia, venendo indagato per i seguenti reati: istigazione a delinquere (414 c.p.) istigazione a disobbedire alle leggi (415 c.p.), offesa all’ onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (278 c.p.),vilipendio della Repubblica (290 c.p.); propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa (604 bis c.p.) nonché le violazioni di cui all’art 18 tulps contestate anche ad altri manifestanti. In particolare il predetto in più occasioni ha invitato i partecipanti – adunatisi in piazza XXV Aprile alle 16.00 previa regolare preavviso per conto di Reopen Italia – a violare le prescrizioni notificate dalla Questura, non indossando i sistemi di protezione individuale e bruciando le mascherine in piazza; poco dopo una trentina di manifestanti si sono mossi senza mascherine verso corso Como dopo aver cercato di entrare nell’esercizio commerciali Eataly. Arrivati in piazza Gae Aulenti hanno continuato a lanciare slogan del seguente tenore: “libertà libertà”, invitando i presenti in piazza a levarsi la mascherina».

«Durante tali azioni, diffuse in diretta via Facebook – aggiunge la nota della Questura – ha istigato a compiere azioni eclatanti a Sanremo (IM) nel corso della manifestazione canora del Festival, minacciando “di far saltare il baroccio”, di “caricare la polizia”, di “fare un macello”, profferendo le seguenti frasi: “Dal momento in cui ci mettiamo la mascherina perdiamo noi! Deve perdere lo Stato… La mascherina non ce la si mette! …Fa vergogna lo Stato. Fa vergogna la Polizia…Il Covid è la più grande truffa della storia di tutti i tempi. È stato creato dal Nuovo Ordine Mondiale per distruggere l’economia di tutti i paesi…è il simbolo della sudditanza al potere economico… io sto con chi vuole cacciare quel porco di Mattarella e quel maiale di Draghi”».

«Successivamente – afferma la Questura lombarda – ha manifestato l’intenzione di compiere in questo capoluogo un’ulteriore iniziativa, prevista per il 28 febbraio, pubblicizzata sui profili social con un post di chiara matrice antisemita: “Milano domenica 28 piazza XXV Aprile ore 15 gran falò delle mascherine. Posizioneremo un’ara e bruceremo le maschere…il simbolo del potere sionista e massonico del nuovo ordine mondiale, di tutti i partiti italiani e del gruppo Bilderberg-Draghi”. L’iniziativa, preavvisata, è stata poi revocata anche alla luce dell’avvenuta notifica a quattro manifestanti, tra cui N.F. del foglio di Via obbligatorio dal comune di Milano. Durante l’attività sono stati ispezionati e poi sequestrati a carico del soggetto tre dispositivi mobili e un personal computer, nonché i suoi tre profili Facebook usati per commettere i reati per cui si è proceduto (vedi infra). L’attento monitoraggio della rete, in corso da giorni da parte del Compartimento della Polizia Postale della Liguria, al fine di prevenire e scongiurare eventuali turbative del sereno svolgimento della kermesse canora, che apre i battenti, nella giornata di domani (oggi, ndr), dal palco del teatro Ariston di Sanremo, ha consentito, altresì, di congelare gli account utilizzati da N.F. per istigare ad azioni violente con la finalità di boicottare il festival».

«Il prezioso risultato – spiegano le forze dell’ordine – è stato ottenuto grazie al sofisticato dispositivo di protezione cibernetica posto in essere, come ormai da anni, dalla polizia postale e delle comunicazioni, attraverso l’approntamento di un dedicato servizio di monitoraggio ed analisi in tempo reale delle minacce, messo in campo h24 dagli specialisti della polizia in collaborazione con i servizi di sicurezza tecnologica dell’importante manifestazione nazionale, finalizzato ad instaurare un flusso di information-sharing costante tra il CNAIPIC, la dipendente articolazione territoriale e l’infrastruttura critica informatizzata destinataria del servizio di protezione. La manifestazione, quest’anno al centro di polemiche per la concomitanza con l’emergenza Coronavirus, ha richiesto una meticolosa attività di osservazione da parte degli investigatori, per scongiurare che, frange di disturbatori possano infiltrarsi anche fra i manifestanti autorizzati, con il solo obiettivo di arrecare disordini. Con le sue dirette, in particolare N.F., invitava i suoi follower a seguirlo nelle sue imprese al grido di “andiamo a spargere il virus” chiaramente alludendo al fatto che le manifestazioni di protesta, da lui inscenate, sarebbero state fatte senza alcun rispetto per le normative anticovid».

E Franzoni ha commentato così sui social quanto accaduto: «Foglio di Via da Milano di 3 anni perché dicono che sono socialmente pericoloso poiché non porto la mascherina e invito a non portarla. Provvedimento abnorme solo per impedirmi di parlare in luogo pubblico, e tengo a precisare che sono incensurato. Neanche nei confronti degli spacciatori pluripregiudicati».