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Ponte Albiano, Cna chiama l’avvocato del ‘Morandi’: «Ci costituiamo parte civile, le imprese soffrono un grande disagio»

In video-conferenza stampa il presidente Paolo Bedini ha dato l'annuncio. A seguire i passi sarà il legale del foro di Genova Carlo Golda

MASSA-CARRARA – A metà maggio 2021 dovrebbe concludersi l’incidente probatorio sul crollo del ponte di Albiano, avvenuto ormai 323 giorni fa, esattamente l’8 aprile 2020. Al termine delle indagini verrà stabilito l’eventuale rinvio a giudizio e il conseguente processo. In tal caso, tramite una conferenza stampa tenutasi in modalità telematica, Cna di Massa-Carrara ha annunciato l’intenzione di volersi costituire parte civile insieme alle altre persone danneggiate dal crollo del viadotto.

La decisione presa dal presidente del Cna Massa-Carrara Paolo Bedini è arrivata al termine di un percorso iniziato da tempo, in cui i rappresentanti della confederazione hanno ascoltato le problematiche delle circa 30 partite iva presenti nel territorio di Albiano, colpite irrimediabilmente dall’evento. «Tramite una serie di incontri, – spiega in conferenza il dottor Giacomo Cucurnia, referente del Cna per i rapporti con le imprese del territorio – abbiamo approfondito le problematiche delle imprese, legate alla mancata viabilità. Albiano è, di fatto, staccato dal suo comune (Aulla, ndr) che è raggiungibile solo dopo un’ora di tragitto. Tutto ciò ha causato un calo di clienti e di fatturato. Dopo questi incontri, assieme al Comune di Aulla e all’ottima collaborazione dell’assessore alle attività produttive Moretti e al vice-sindaco Cipriani, entrambi di Albiano, abbiamo deciso di coinvolgere anche le istituzioni della Regione e i parlamentari del territorio. In particolare, siamo stati ricevuti dal capo segretario dell’assessore regionale Maras, dottor Vittorio Bugli».

«Secondo quanto affermato dall’ingegner Soccodato, – ha spiegato Cucurnia – la ricostruzione verrà ultimata solo nel marzo 2022, a distanzi di 2 anni dal crollo. Le imprese, dunque, subiranno questo enorme disagio, alla fine di tutto, per due anni. Hanno bisogno di ristori e devono essere ripagate per il crollo. Questo percorso non finirà oggi. Noi abbiamo preso un impegno con le imprese di Albiano e ci impegneremo affinché venga portato a termine».

Prima di decidere di costituirsi tra le parti offese, però, il Cna di Massa-Carrara si è affidato alla consulenza dell’avvocato Carlo Golda, che sempre per la confederazione nazionale si occupa del processo sul crollo del ponte Morandi a Genova, per cui proprio il Cna ha deciso di costituirsi parte civile. L’avvocato Golda ha spiegato i passaggi, che lui stesso curerà, che porteranno la confederazione a costituirsi al pubblico ministero: «La vicenda del ponte di Albiano è autoesplicativa. – ha dichiarato l’avvocato del foro di Genova – Basta guardare Google Maps per accorgersi dell’importanza del viadotto, a tutti gli effetti paragonabile a un ponte autostradale. Il tessuto socio-economico ha risentito inevitabilmente degli eventi. Con Cna di Massa-Carrara abbiamo valutato di intraprendere un’azione di tutela collettiva, possibilità che per gli organismi di rappresentanza è concessa dalla giurisprudenza italiana già con le sentenze legate alle morti sul lavoro e ai sindacati. Lo statuto del Cna impegna a promuovere azioni di questo genere, per la tutela delle imprese e a maggior ragione per la tutela di quelle piccole. Questa sarà la manifestazione del perseguire, con doverosa severità, la tutela degli iscritti».

E se l’avvocato Golda parla di doverosa severità, il presidente Paolo Bedini fa riferimento al senso di responsabilità che lo ha spinto a compiere questo passo. «Cna Massa-Carrara non è abituata, fortunatamete, a costituirsi. – ha affermato Bedini – Per questo ci siamo rivolti a un grande avvocato che per fortuna collaborava con noi a livello nazionale. Ci siamo sentiti in dovere di rappresentare le imprese, colpite ancora di più dalla pandemia e dal flusso economico sempre minore generato dalle varie zone gialle, arancione e rosse. Noi speriamo che il nostro passo possa essere d’auspicio per altri enti e strutture. Solo Anas, per ora, si è costituita parte civile. Abbiamo provato un grande senso di responsabilità verso le imprese che rappresentiamo e per le quali vogliamo essere un elemento di conforto».