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Si scaglia contro i carabinieri per evitare l’arresto, giovane pusher in manette per la terza volta foto

Il 20enne di Fossola (Carrara) le ha provate proprio tutte per spingere i militari fuori dal cancello di casa

CARRARA – Nell’arco di un anno era stato già arrestato due volte per reati di droga, ma è tornato a spacciare facendo largo uso del telefono per i contatti con i suoi clienti. Si tratta di un giovane pusher recidivo che abita nella zona di Fossola, finito per la terza volta consecutiva in manette, dopo esser stato sorpreso a vendere hashish davanti il cancello della sua abitazione. In casa trovati anche 2800 euro in contanti ed un’agenda con gli appunti contabili dello spaccio.

Il primo episodio risale esattamente ad un anno fa, quando un 20enne di Marina di Carrara, all’epoca incensurato, è finito in manette al termine di un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo che riguardava un crescente traffico di stupefacenti fra i giovani habitué della movida. I militari dell’Arma avevano scoperto che grazie al “passaparola” il ragazzo era diventato un punto di riferimento per molti consumatori di hashish e marijuana, anzi girava voce che la droga da vendere non gli mancasse mai. Per questo motivo, gli uomini del Nucleo Operativo avevano tenuto sotto stretta osservazione casa sua, poi erano entrati in azione dopo aver assistito “in diretta” ad alcune cessioni, tant’è che il giovane era stato trovato in possesso di hashish e marijuana, insieme ad un bilancino di precisione e tutto il materiale per confezionare le dosi, compresi i “guadagni” dello spaccio. Il 20enne, durante la perquisizione aveva reagito molto male, scagliandosi contro i Carabinieri e sferrando colpi a destra e a manca, che gli erano costati l’arresto non solo per spaccio ma anche per resistenza a pubblico ufficiale.

La stessa storia si è ripetuta a Ferragosto dell’anno scorso, quando il ragazzo, nonostante sottoposto all’obbligo di firma, è stato nuovamente arrestato con quasi un etto di hashish e qualche grammo di anfetamine, vicenda che gli era costata una condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa con la “condizionale”.

Quell’esperienza, però, evidentemente non gli è servita, infatti, anche nella zona di Fossola dove si è trasferito successivamente, ha cominciato nuovamente a far parlare di sé, tant’è che nemmeno agli abitanti del posto è passato inosservato l’andirivieni di giovani dall’aspetto poco raccomandabile, che da qualche tempo hanno cominciato a farsi vedere nel quartiere. La notizia di quei movimenti sospetti è così arrivata anche ai Carabinieri che hanno alzato il livello di attenzione, intensificando l’attività di controllo sull’abitazione del giovane.

L’ultimo episodio di cui il ragazzo si è reso protagonista in negativo è di qualche giorno fa, quando ha ripetuto esattamente la stessa cosa che aveva fatto un anno prima, tra l’altro pure nello stesso periodo. Tutto ha avuto inizio dall’intuizione di una pattuglia capeggiata dal Comandante della Stazione Carabinieri di Fossola, il maresciallo maggiore Marcello Antonelli, che durante un servizio di controllo del territorio è ripassata davanti l’abitazione del 20enne per dare un’occhiata.

L’equipaggio si è insospettito quando ha visto che in prossimità del cancello, stava avvenendo un incontro fra il ragazzo che abita lì ed un individuo che lo stava aspettando fuori. A quel punto i Carabinieri hanno puntato dritto verso quei due per capire cosa stessero facendo.

Alla vista della pattuglia, lo sconosciuto se l’è data a gambe levate ed è riuscito a dileguarsi, invece il giovane che abita lì, evidentemente colto di sorpreso da quell’improvvisata dei militari dell’Arma, ha gettato qualcosa nel giardino e si diretto verso casa senza aprire il cancello, anzi ha pure risposto in malo modo al maresciallo che gli ha intimato di tornare indietro. La situazione è degenerata nel momento in cui i Carabinieri sono riusciti a farsi aprire da un familiare che era in casa, all’oscuro di quello che stava accadendo fuori. Appena il 20enne ha visto entrare la pattuglia che si è messa a cercare qualcosa nel punto esatto dove lui poco prima si era disfatto di qualcosa, è tornato indietro di gran carriera, ripetendo lo stesso copione di quando era stato arrestato a Marina di Carrara a febbraio dell’anno scorso, infatti le ha provate proprio tutte per spingere i carabinieri fuori da cancello, tra l’altro senza mascherina ed in barba a tutte le regole sul distanziamento, ma quella resistenza non gli è servita a nulla.

Risolta la situazione, i Carabinieri hanno finalmente potuto dare inizio alla perquisizione. In prossimità della recinzione dove il giovane aveva lasciato qualcosa, è stato recuperato un involucro con dentro due dosi di hashish. Inoltre, nella sua camera da letto, è stato trovato sotto il materasso un altro pezzo unico di hashish del peso di quasi sei grammi, insieme a due bilancini di precisione e svariato materiale di confezionamento, compresi 2800 euro in contanti e vari appunti che sembravano una vera e propria contabilità dell’attività di spaccio. Quando i militari dell’Arma hanno preso il suo cellulare, il pusher si è pure rifiutato di fornire i codici di sblocco, per impedire che potessero controllarlo ed eventualmente risalire agli ultimi contatti che per lui potevano risulta compromettenti.

Dichiarato in arresto per “spaccio e detenzione illecita di stupefacenti” e “resistenza a pubblico ufficiale”, il 20enne su ordine del pubblico ministero Marco Mansi è stato portato in tribunale giovedì mattina per la direttissima. Durante l’udienza di convalida davanti al giudice Antonella Basilone, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo è stato rinviato ai primi di marzo, nel frattempo il ragazzo dovrà rimanere agli arresti domiciliari.