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Compensi in Comune, indagato l’assessore Andrea Raggi. «Confido sia tutto corretto»

«Sono state applicate le stesse procedure utilizzate per gli altri consiglieri e assessori, procedure soggette allo scrupoloso controllo degli uffici comunali»

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CARRARA – L’assessore ai Lavori Pubblici di Carrara, Andrea Raggi, è stato formalmente informato dell’avvio di un’indagine in merito alla correttezza dei conteggi e delle spettanze che – come previsto dal Testo unico degli enti locali – il Comune di Carrara ha erogato all’azienda per cui lavora. L’indagine riguarda quindi i rimborsi del Comune alla ditta per cui lavora Andrea Raggi e non somme a lui direttamente erogate. Tale meccanismo infatti è pensato e istituito per garantire che il datore di lavoro non abbia ripercussioni negative nel momento in cui un dipendente assume un ruolo nelle istituzioni pubbliche. I rimborsi in questione inoltre sono soggetti a controlli mensili di congruità sulla base delle presenze in giunta dell’assessore, registrate agli atti del Comune di Carrara.

“Sono tranquillo e ho fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Sono state applicate le stesse procedure utilizzate per gli altri consiglieri e assessori, procedure soggette allo scrupoloso controllo degli uffici comunali. Confido che risultino corrette e non rilascerò ulteriori dichiarazioni nel rispetto del lavoro degli inquirenti” ha detto l’assessore Andrea Raggi.

“La quantificazione dei rimborsi – spiega Palazzo civico – è regolata dal Tuel, (art. 79 comma 3 e 4 e art.80 comma 1) e vale per tutti i lavoratori dipendenti, di aziende pubbliche o private nel momento in cui assumono la funzione di componenti giunte comunali, provinciali, metropolitane, delle comunità montane, dei Consigli comunali o delle commissioni consiliari”.

“La norma – specifica ancora il Comune – prevede che i lavoratori dipendenti facenti parte delle giunte comunali, abbiano diritto di assentarsi dal servizio per partecipare alle riunioni degli organi istituzionali per la loro effettiva durata, incluso il tempo per raggiungere il luogo della riunione e rientrare al posto di lavoro. Gli oneri per tali permessi sono a carico dell’ente presso il quale gli stessi lavoratori esercitano le funzioni pubbliche. L’attività e i tempi di espletamento del mandato per i quali i lavoratori chiedono ed ottengono permessi, retribuiti e non retribuiti, devono essere prontamente e puntualmente documentati mediante attestazione dell’ente”.

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