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Maltrattata in casa da figlia e nipote, 93enne massese dice “basta” e va dai Carabinieri

Sopportava insulti, minacce, ed anche aggressioni fisiche "per il bene della famiglia", poi non ce l'ha più fatta. Determinata, già in via cautelare, la misura del divieto di avvicinamento nei confronti della donna

MASSA – Insulti, minacce, ed anche aggressioni fisiche: calci, schiaffi e pugni. Ma “per il bene della famiglia”, sopportava tutto in silenzio. E subiva. Poi, però, non ce l’ha più fatta, e ha deciso di raccontare tutto ai Carabinieri. E’ la triste storia di una signora 93enne fivizzanese, maltrattata per diverso tempo dalla figlia 64enne e il nipote 40enne, entrambi conviventi con lei.

Una storia come tante rubricate nelle procure d’Italia come codici rossi, ma con un peculiarità particolarmente toccante, come ha sottolineato il Maresciallo Maggiore Panzanelli, Comandante della Stazione Carabinieri di Fivizzano, e che è arrivata a determinare, già in via cautelare, la misura del divieto di avvicinamento nei confronti della persona offesa. Il p.m. Soffio, esaminato il materiale probatorio raccolto dai carabinieri fivizzanesi, ha subito richiesto e ottenuto la predetta misura cautelare per porre immediatamente un freno alle barbarie a cui l’anziana signora era stata sottoposta. Lo scenario infatti che si era palesato ai militari, intervenuti su richiesta dell’anziana vittima a seguito di un violento litigio avvenuto all’interno delle mura domestiche, è stato fin dall’inizio straziante. Difatti, le ripetute sofferenze fisiche e psicologiche a cui la donna era stata sottoposta negli anni sono state tali da cagionare alla stessa penosissime condizioni di vita, aggravate dal fatto che le stesse erano state originate da vere e proprie sevizie immotivate da parte dei due discendenti e attuate senza particolari resistenze grazie all’età avanzata della vittima.

Innumerevoli sono stati i casi di abusi denunciati dalla vittima, attualmente ospite di una struttura messa a disposizione dai servizi sociali del Comune di Fivizzano, i quali, contattati immediatamente dai militari lunigianesi, sono riusciti a collocarla subito in una sistemazione alloggiativa idonea, ponendo così un ulteriore ostacolo alle possibili azioni ritorsive da parte degli aguzzini.

L’aspetto commovente di questa vicenda è affiorato ancor più veementemente quando, nel corso delle indagini, è emerso come la signora fosse una persona mite, rispettosa, solare e pienamente collaborativa. Così infatti è apparsa l’anziana vittima ai Carabinieri che hanno svolto le indagini e si sono presi cura di lei con quotidiani contatti, anche quando era ancora ricoverata all’ospedale di Fivizzano per le lesioni riportate alla caviglia sinistra durante il litigio di fine gennaio. L’animo gentile della 93enne si è palesato anche quando la stessa, nel raccontare gli episodi violenti, cercava di giustificare la sua reticenza nel denunciare prima tali fatti affermando che da mamma e da nonna aveva sempre provato a sopportare tutto per il bene della famiglia. E solo quindi attraverso un’attenta ricostruzione degli eventi, basata essenzialmente sulle escussioni di testimoni e conoscenti della vittima, si è potuto ricostruire con esattezza gli episodi di violenza e i maltrattamenti che la donna è stata costretta a subire. Insulti, minacce, ma anche aggressioni fisiche con calci, schiaffi e pugni. In un caso, addirittura, la donna è crollata a terra dopo aver ricevuto uno schiaffo. L’anziana era ormai arrivata al limite della sopportazione e non è più riuscita a nascondere il profondo malessere che ormai da tempo la sovrastava.

Per fortuna però, come già anticipato, la collaborazione celere tra Arma dei Carabinieri, Autorità Giudiziaria massese e servizi sociali del Comune di Fivizzano ha reso possibile restituire dignità ad una signora che, da troppi anni, aveva perso il sorriso e la voglia stessa di vivere. Un episodio che dimostra, ancora una volta, quanto sia importante rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare simili episodi violenti poiché lo strumento giuridico esistente consente, sin da subito, che gli stessi non vengano ulteriormente riproposti nei confronti della vittima.