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Resceto, il fiume invade la strada e due pastori rischiano la vita per poter passare oltre

La denuncia di Andrea Conti: «Ormai sono decenni che aspettiamo una soluzione ma nessuno si fa vedere. Una soluzione ci sarebbe per salvaguardare questa tradizione»

MASSA – Un fiume invade la strada e due pastori di Resceto rischiano ogni volta la vita per poter passare oltre. «È una situazione insostenibile – spiega Andrea Conti –. Ormai sono decenni che aspettiamo una soluzione ma nessuno si fa vedere». La storia parte da lontano. «Vengo da una generazione di pastori, un mestiere che porto avanti con orgoglio e tanta passione. Negli anni Ottanta, quando venne realizzata la piazza a Resceto, il nonno fu invitato a spostare la sua stalla sul versante opposto, oltre il fiume. La promessa dell’amministrazione dell’epoca fu quella che avrebbe facilitato l’accesso al luogo e realizzato un passaggio in tutta sicurezza. Nulla di tutto questo è stato fatto».

«Nello spiazzo che il Comune aveva assegnato al nonno – racconta Conti – è stata realizzata una struttura per il ricovero del gregge e delle attrezzature utili a svolgere la nostra attività. Purtroppo, quando piove, il fiume ingrossa rapidamente e sovrasta la strada per cui non possiamo passare. E se mi trovo dalla parte dell’ovile, resto prigioniero non potendo rientrare a casa, se mi trovo dalla parte del paese, non posso accedere all’ovile per nutrire e sostenere gli animali. La piena del fiume dura anche più giorni. Più di una volta, sono rimasto prigioniero di quella corrente e ho dovuto chiedere l’intervento del soccorso del Cai Soccorso alpino. Con le funi, i volontari mi hanno aiutato a passare il fiume. E una volta sono rimasto intrappolato rischiando di morire per ipotermia. Una situazione veramente assurda. Siamo gli ultimi pastori di Resceto, che portiamo avanti l’antica tradizione della pastorizia. Ho 130 capi di capra e 20 esemplari della pecora massese, la tipica nera di Forno. L’attività va bene e sono contento di portarla avanti. Appartengo a una generazione di pastori e vorrei riuscire a proseguire in questa storia di famiglia. Abbiamo bisogno però di un aiuto. Non possiamo rischiare la vita ogni volta che piove. Ci era stato promesso un passaggio in sicurezza e non è stato fatto nulla. Chiediamo all’amministrazione di effettuare un sopralluogo alla nostra presenza e individuare il modo per superare questo problema, con un ponticello adatto. Oppure, io sono disposto anche a spostarmi, se il Comune mi sostiene».

«Dove? A Resceto esiste – evidenzia il pastore – una strada realizzata tanti anni fa e poi abbandonata. Ecco, lungo quella strada ci sono degli spazi che potrebbero fare al caso mio, dove poter costruire una nuova struttura e portare avanti la mia attività in sicurezza, eliminando anche i disagi alle persone residenti, visto che il luogo dove mi trovo adesso è troppo vicino alle abitazioni. Le alternative sono due: o ci realizzano un ponticello per attraversare il fiume o ci aiutano per il trasferimento. Solo così possiamo salvaguardare questa antica tradizione della pastorizia. Siamo fiduciosi. Adesso ci siamo rivolti a Daniele Tarantino del comitato “Una montagna di idee per una montagna da salvare”, dell’associazione Insieme, per chiedere un sostegno».