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“Occhio al Neo”, già valutati 1300 pazienti. Bagnoni: «Uno operato per melanoma» foto

Intervista al direttore di Dermatologia di Livorno e Massa-Carrara sull’iniziativa organizzata da Nausicaa Spa: «Basterebbe questo caso a giustificare tutto lo sforzo»

MASSA-CARRARA – 1300 pazienti valutati di cui 55 richiamati per un approfondimento: tra questi uno è già stato sottoposto a intervento chirurgico per la rimozione di un melanoma. «Basterebbe questo caso a giustificare tutto lo sforzo» dichiara il dottor Giovanni Bagnoni commentando i primi dati di “Occhio al Neo”, la campagna gratuita di diagnostica precoce dei tumori della pelle organizzata da Nausicaa Spa sotto la direzione scientifica del dermatologo carrarese. Mentre proseguono gli appuntamenti nelle farmacie Nausicaa di Carrara e in quelle comunali di Massa, in attesa che dal 25 gennaio il progetto approdi anche in Lunigiana, alla farmacia Nausicaa di Fivizzano, il responsabile della Unità operativa complessa di Dermatologia di Livorno e di Massa-Carrara, fa un primo bilancio di “Occhio al neo”.

Il progetto ha già superato il giro di boa e si avvia a concludersi il 14 febbraio: come sta andando?

«Abbiamo registrato un’adesione altissima: sono stati valutati finora oltre 1300 pazienti e supereremo sicuramente i 2000 alla fine del progetto. In un momento come questo in cui gli spostamenti sono difficili o vietati si tratta di una risposta assolutamente significativa. Su questo campione, abbiamo trovato una cinquantina di soggetti che vanno ulteriormente studiati per valutare un eventuale intervento chirurgico e una persona è già stata operata perché dalle immagini trasmesse dai farmacisti di Nausicaa si evidenziava una lesione altamente sospetta. Quando l’abbiamo vista si è confermato il rischio ipotizzato e adesso dovrà essere sottoposta a un altro intervento. Basterebbe questo caso a giustificare tutto questo sforzo».

Qual è la forza di “Occhio al Neo”, a suo parere?

«La possibilità di poter avere una valutazione specialistica in una sede più semplice da raggiungere, dove ci sono meno assembramenti, dove c’è la possibilità di avere accesso allo specialista in modo meno problematico ha dato l’occasione a tante persone di avere una diagnosi molto veloce e tempestiva».

Come valuta questa esperienza di telemedicina?

«È una frontiera che dobbiamo ancora esplorare. Però l’importante è partire. Il fatto di poter avere un’immagine ad alta definizione, presa da personale formato per poter valutare in tempi rapidi e proporre una risposta in tempi altrettanto rapidi è sicuramente un vantaggio. Lo svantaggio è che si valuta un’immagine e non un paziente. Si vedono due o tre nei ma magari non ne vedi uno che è lì accanto: insomma un progetto di questo tipo non va a sostituire la visita specialistica ma è un ausilio importante. Tanto che è stato riconosciuto recentemente anche in una alta sede amministrativa. Ripeto: questo è il punto di partenza ma è un punto importante. Basta guardare i numeri: un’adesione così importante ci fa capire che stiamo percorrendo la strada corretta. Sta noi trovare i modi giusti per integrarla con il sistema che già c’è, il sistema sanitario».

Come si stanno comportando i farmacisti di Nausicaa?

«Purtroppo per me benissimo! Dico ironicamente “purtroppo” perché mi stanno mandato un gran numero di pazienti e di immagini. Lavorano molto e a giudicare dalla qualità delle immagini e anche dal feedback che mi danno i pazienti direi che lo fanno molto, molto bene. C’è da fare un plauso a questi professionisti che si sono messi in discussione con una tecnica per loro non abituale, collaborando con lo specialista in maniera continuativa».

Pensa che questo metodo di lavoro sia esportabile anche ad altre discipline?

«Sicuramente sì. Non è un’opinione ma un dato di fatto. Diverse branche possono usufruire di questa tecnica: sicuramente una parte della medicina del futuro sarà telemedicina. Si spostano le immagini e si spostano meno i pazienti, questo è il messaggio. Ma soprattutto si spostano le immagini con delle caratteristiche di qualità e di ripetibilità determinanti per avere risultati di un certo tipo».