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Scuole superiori, riparte la sfida apuana ma la Dad è il compromesso. E il monitoraggio alle fermate inizia allo Zaccagna

Un'insegnante del linguistico: «La scuola ha risposto bene, mettendo anche a disposizione computer per gli studenti». Il Coordinamento Scuole: «Fare tutti gli sforzi possibili per non tornare in Dad al 100%»

MASSA-CARRARA – Metà studenti a scuola e metà a casa. Corse bus aggiuntive e tutor anti-assembramento alle fermate. Ingressi scaglionati, dispenser igienizzanti ovunque e campanelle “speciali” per segnalare che è il momento di arieggiare l’aula. Le scuole superiori a Massa-Carrara ripartono così, riprendendo quella sfida interrotta prima che il governo stabilisse il passaggio alla completa didattica a distanza, lo scorso novembre. Al Liceo Linguistico Montessori di via Lunense, a Marina di Carrara, il ritorno fra i banchi è avvenuto con relativa serenità. “La nostra è una scuola che ha risposto bene all’emergenza, a livello di organizzazione non possiamo lamentarci – ci racconta la professoressa di spagnolo Elisabetta Mariani, che stamani ha fatto lezione ai suoi studenti sia in presenza, in grosse aule che permettono il rispetto del distanziamento, che in modalità a distanza, seduta davanti a un computer in un’aula più piccola, vuota. “Ci eravamo già abituati a questo sistema, del resto abbiamo alternato lezioni in presenza e Dad. Certo, le lezioni tradizionali sono un’altra cosa, ma se proprio vogliamo trovare un vantaggio in tutta questa storia è che i docenti si sono dovuti informatizzare e tutti, giovani e adulti, abbiamo imparato ad usare bene i software e le piattaforme. Adesso infatti riusciamo anche ad organizzare più agevolmente anche le riunioni a distanza”.

“La nostra scuola – spiega l’insegnante – grazie a fondi che sono arrivati ha potuto incrementare la sua dotazione di computer in modo che i ragazzi, dietro richiesta, possano riceverne uno in comodato d’uso. Lo scorso anno, quando dalla sera alla mattina ci siamo ritrovati in dad, avevamo diversi problemi di connessione, per cui era difficile garantire l’interazione professore-alunno. A volte non era nemmeno possibile far accendere tutte le videocamere agli alunni, perché il software si bloccava. Adesso però che il sistema è stato potenziato riusciamo a fare lezione quasi senza problemi”.

Le misure anti contagio adottate dal Montessori sono il risultato delle regole ormai note a tutti: igienizzarsi spesso, arieggiare per quanto possibile gli ambienti e indossare la mascherina. “Abbiamo dispenser in ogni classe e disinfettanti sulle cattedre e ogni ora, 5 minuti prima del termine della lezione, suona una campanella per segnalarci che è il momento di aprire le finestre per far cambiare l’aria – racconta ancora la professoressa -. E niente ricreazione, non quella tradizionale. “I ragazzi stanno seduti al proprio posto e naturalmente possono abbassarsi la mascherina per mangiare”.

Per quel che riguarda il capitolo trasporti, invece, da stamani è partito il servizio di monitoraggio dei volontari dell’Alfa Victor alle fermate degli autobus situate nei pressi degli istituti. I compiti dei cosiddetti “tutor” è semplice: garantire il distanziamento, impedire il formarsi di assembramenti, controllare che tutti indossino correttamente le mascherine e fare da raccordo per i bus. Il servizio per adesso si sta svolgendo, in orario di ingresso e di uscita da scuola, davanti all’Istituto Zaccagna, in viale XX Settembre, ma la prossima settimana potrebbe estendersi alle fermate di Piazza Menconi, a Marina di Carrara, e del “Monoblocco”, a Carrara. “Nel primo giorno è andato tutto liscio – riferisce il capo squadra Giuseppe Conserva -, abbiamo notato che il rischio assembramenti è maggiore in orario di uscita che al mattino presto, ma in ogni caso la situazione è sotto controllo. Dietro ad ogni bus ce n’è addirittura uno aggiuntivo per far sì che venga garantito il distanziamento all’interno dei mezzi”.

A commentare il ritorno “in presenza”, infine, è intervenuto anche il coordinamento scuole di Massa-Carrara, che la scorsa settimana ha organizzato sit-in davanti a diversi istituti della provincia per protestare contro i continui slittamenti della data di riapertura. “Il rientro a scuola è prioritario per avere una didattica vera e anche per la salute mentale degli studenti – sostiene Luca Marzario, uno dei portavoce – I più penalizzati alla fine sono gli studenti più “deboli”, che hanno difficoltà a seguire le lezioni a distanza e che, con l’ostacolo del computer, perdono la poca motivazione che avevano”.

“La sensazione è che vi sia una continua mancanza di rispetto verso il mondo scolastico – aggiunge – perché a dicembre ci avevano detto che si sarebbe rientrati al 75%, il 4 gennaio al 50%. Poi il rientro è slittato all’11.  L’incertezza poteva essere accettabile a marzo e aprile, adesso non più. Siamo contenti di essere riusciti a tornare fra i banchi anche se con le presenze al 50%, ma non possiamo mollare perché il rischio di tornare in Dad rimane”. Sui trasporti, poi, commenta: “Gli effetti delle misure si vedranno col tempo. Non abbiamo ancora avuto un feedback. E’ chiaro è che l’argomento scuola non può essere trattato come un mondo a sé, ma deve essere considerato insieme ai trasporti e all’apertura delle altre attività. E’ inutile chiudere la scuola e non intervenire su altre possibilità di contagio. Adesso servono tutti gli sforzi possibili per continuare a garantire la didattica in presenza”.