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Colonnine del piazzale di Santa Lucia distrutte a calci, la rabbia del presidente della Pro Loco di Fontia foto

«Don Fazzi aveva fatto ricostruire l'area dopo i fatti della seconda guerra mondiale: ora è ridotta a un degrado vergognoso»

CARRARA – “C’era una volta un luogo da dove si poteva ammirare un panorama unico, era Santa Lucia”. Non è l’incipit di una fiaba, ma dello sfogo amaro del presidente della Pro Loco di Fontia, Cristiano Corsi, su Facebook. “C’era un piazzale e una chiesa – continua – che furono ricostruiti dalla distruzione della seconda guerra mondiale, grazie alla caparbietà di un parroco di nome Don Dario Fazzi. Il parroco curava il piazzale come un giardino di casa, e rivedendo alcune foto sale la rabbia nel constatare com’è stato ridotto tutto quel lavoro. Don Fazzi dorme il sonno eterno nella cappella del cimitero adiacente, anch’essa ridotta ad un degrado vergognoso. Ma oggi, salendo a fare un giretto di controllo, mi sono imbattuto nell’ennesimo oltraggio, fatto da dei deficienti che non hanno rispetto di niente e di nessuno. Quelle poche colonnine che erano rimaste superstiti dai danneggiamenti di altri deficienti, anch’esse sono state distrutte a calci. Gli stessi calci che gli dò io personalmente se li trovo, perché quelle cose non avete diritto di toccarle e quando andate in quel luogo ricordatevi sempre che siete degli ospiti privilegiati, perché per gente come voi sarebbe da chiudere il piazzale con una bella cancellata, visto che è una cosa che si potrebbe fare. È inutile girarci intorno, iniziate a rompere le porte di casa vostra a calci, quando poi l’avrete finita di distruggerla potete ricomprare tutto, e forse capirete quanti sacrifici bisogna fare per tenere le cose come si deve”.

In un successivo post, poi, Corsini pubblica due foto che ritraggono lo stato dei luoghi nell’immediato dopoguerra e la chiesa appena ricostruita. “Come vedete – scrive – Don Fazzi fece un lavoro enorme per rimettere in piedi quell’area, legandola ai fatti che accadero nell’aprile del 1945. La foto di lui nel giardino accanto alla balaustra, vi dovrebbe trasmettere l’amore e la passione che ha messo quell’uomo nel portare avanti tutto ciò. Noi lo stiamo distruggendo giorno dopo giorno, con l’aiuto di chi ha voluto che quel luogo fosse riempito di tralicci e creando quella spaccatura tra la comunità di Fontia e la chiesa. Ma non possiamo più permetterci che quel luogo subisca ancora oltraggi”.