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Lunigiana isolata da mesi, in crisi le piccole attività. E Ferri scrive a Gubitosi (Tim)

Sul problema interviene anche il Parco dell'Appennino: senza connessione internet e linea telefonica per continui disservizi delle reti

LUNIGIANA – Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano si unisce all’appello corale delle altre istituzioni della Lunigiana e alle numerose segnalazioni di privati cittadini e imprese che, in un momenti delicati, si trovano senza connessione internet e senza servizio di telefonia fisso a causa dei continui disservizi delle reti (ne avevamo già parlato qui). Lo stesso Ente, precisamente da luglio, ha avuto nella sua sede amministrativa di Sassalbo molte difficoltà ad operare, tutte prontamente segnalate e raramente risolte. Tutt’ora la linea fissa della sede non è funzionante. “È una situazione molto precaria, che si trascina da troppo tempo e non solo a causa dell’emergenza climatica che ha colpito la zona negli ultimi giorni. Le interruzioni dei servizi sono ricorrenti e serve davvero che il gestore dia prova della volontà di risolvere il problema in via definitiva. È necessario che la Regione e lo Stato intervengano sia per le problematiche legate alla pubblica amministrazione, sia in risposta agli operatori economici del territorio e dei privati cittadini”.

“Le carenze di telefonia fissa e connessione internet – afferma il presidente del Parco Nazionale Giovanelli – mettono in crisi le piccole attività economiche dell’alto Appennino e della Lunigiana e rischiano lasciare isolati anziani e famiglie di questo territorio. Inutile aggiungere che il nostro Ente, avendo la frazione di Sassalbo come sede legale e amministrativa, è seriamente penalizzato . Ci rivolgiamo perciò ai gestori; ma,essendo questi servizi di forte rilievo pubblico, anche alle rappresentanze regionali e parlamentari”.

FERRI (IV) SCRIVE ALL’AD DI TIM, GUBITOSI

Intanto sul caso interviene anche il deputato di Iv, Cosimo Ferri, che scrive all’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi. Riportiamo di seguito il suo intervento.

Ho scritto all’amministratore delegato del gruppo Tim (ex Telecom Italia) Luigi Gubitosi per sottoporre alla sua cortese attenzione una richiesta di intervento urgente per il ripristino di reti mobili che interessano la Lunigiana. Ho spiegato che il disagio che si avverte è profondo e spesso i Comuni segnalano isolamento e preoccupazione. In questi giorni i Comuni di Licciana Nardi, Fivizzano e Comano (Massa-Carrara) hanno lanciato gridi di allarme. Alcuni comuni, per esempio Licciana Nardi e non solo, stanno subendo un vero e proprio isolamento in quanto l’unico operatore presente sul territorio è Tim (sopra i 400 metri).
Dalla lettura della rassegna stampa a livello locale e dal dibattito di questi giorni risulterebbe che Tim ha avviato alcuni interventi volti al ripristino della rete sul ponte radio del monte Giogo, che serve la zona. Purtroppo questi interventi sono risultati inefficaci a causa della neve e del ghiaccio che ne rendono il raggiungimento assai difficoltoso, anche quello aereo. Questi primi interventi necessitano di una strategia complessiva anche in termini di pubblica sicurezza, trattandosi di zone montane e di zone che rischiano di essere isolate. Zone peraltro strategiche che hanno accolto, durante questa terribile pandemia, tante famiglie che stanno ripensando l’organizzazione della propria vita. La mancanza di segnale va avanti da mesi, da ottobre si registrano gravi disservizi con perdita di segnale di due giorni a settimana. Nel mese di dicembre la situazione è peggiorata e le comunità interessate non hanno potuto usufruire di un servizio essenziale.

Conoscendo la serietà e l’impegno costante del gruppo Tim, ho segnalato questa situazione affinché si possa capire come trovare le soluzioni giuste nello spirito di una concreta e costruttiva collaborazione. È necessario ripristinare al più presto la rete mobile e quella fissa per garantire ai vari Comuni interessati un servizio fondamentale e che possa garantire anche Pubblica Sicurezza. Diversi cittadini sia privati che imprenditori, operatori turistici, titolari di agriturismo hanno scritto al gruppo Tim, ma non hanno avuto risposte. Chiediamo un piano strategico e più efficace per tutelare le zone montane che hanno grandi potenzialità per incentivare turismo, per accogliere famiglie, per migliorare la qualità della vita di ciascuno di noi, per valorizzare l’ambiente, per sviluppare l’agricoltura, e attività produttive. Questi territori non possono essere abbandonati ma meritano grande attenzione e saranno strategici per il futuro.