LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Bloccati al rientro da Campocecina, ora rischiano la multa. Alla Partaccia allagamenti e giardini sommersi foto

L'arrivo dell'inverno ha portato nevicate e allagamenti. Alcuni sono partiti, nonostante la zona rossa, sprovvisti di catene e pneumatici montani. Nel frattempo il M5S denuncia: «L’acqua che ha allagato diverse proprietà è spuntata direttamente dal terreno»

MASSA-CARRARA –  Le nevicate degli ultimi giorni, anche a bassa quota, hanno imbiancato le strade di Campocecina. Uno spettacolo che, in condizioni normali, sarebbe stato tutto da vivere. Ma le limitazioni connesse alla zona rossa, tra cui il divieto di spostamenti se non per motivi di necessità, salute e lavoro, hanno costretto gli amanti della neve ad una gara di resistenza. Evidentemente, però, molti non hanno resistito. Così hanno preso le loro auto e sono partiti per godersi lo spettacolo. Ma al momento di rientrare, con la strada in discesa, alcuni di loro, sprovvisti di catene e di pneumatici montani, hanno perso il controllo del mezzo e sono finiti fuori strada. Immediato quindi l’intervento di protezione civile, vigili del fuoco e polizia municipale. Intervento che è servito, tra le altre cose, a identificare tutti gli automobilisti, che nei prossimi giorni dovranno giustificare il loro spostamento alle autorità. Per alcuni dunque potrebbe scattare la “classica” multa di 400 euro prevista per la violazione delle norme anti-covid.

Non solo nevicate tra gli effetti dell’arrivo dell’inverno, ma anche tante piogge e fenomeni incessanti. Tant’è che il consorzio di bonifica ha segnalato, nei giorni scorsi, l’intenso lavoro dei principali impianti idrovori della provincia: il Fossa Maestra a Carrara e il Brugiano a Massa. Ma in alcune zone gli allagamenti sono stati inevitabili. Tra queste, segnalano dal Movimento 5 Stelle di Massa, c’è la località Partaccia. “Vedere intere proprietà allagate, giardini sommersi anche da 30 cm di acqua e soprattutto ascoltare la rabbia di alcuni residente intorno al fosso Calatella che denunciano questa situazione perdurante da oltre 10 anni, non rappresenta certo un buon inizio di anno – afferma il consigliere del M5s Paolo Menchini dopo un sopralluogo -. Il fosso artificiale Calatella, perdendo la sua funzione di ausilio all’agricoltura, è stato nel corso degli anni, spesso in modo abusivo, deviato, tombato, ristretto con il risultato che oggi ha perso la sua capacità di regimentazione”.

“Quello che ho visto oggi – continua – è pazzesco, l’acqua che ha allagato diverse proprietà non è esondata da qualche fosso o torrente, ma è spuntata direttamente dal terreno, la falda è risalita così tanto da arrivare anche a 30cm sopra il livello del terreno. Una perizia del 2015, elaborata da un cattedratico dell’università di Pisa, aveva puntualmente individuato le cause: vari tombamenti (alcuni addirittura condonati!) lavori di regimazione “peggiorativi” realizzati, a suo tempo, anche dal Comune, e infine l’attraversamento sotto l’autostrada”.

“La perizia indicava chiaramente anche le soluzioni: “estubazione” delle tombature e risezionamento del fosso – conclude Menchini -. Il punto è che nel corso degli anni, le competenze per la difesa del suolo e della tutela delle risorse idriche, comprese le funzioni in ambito di fossi e canali, sono passate dalle Province alla Regione e quindi al Consorzio di Bonifica che, giusto una ventina di giorni fa, ho interrogato per conoscere come intende procedere per risolvere la situazione, al momento, senza ricevere risposta”.