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Rubano all’Esselunga e strattonano l’addetta alla sicurezza: scoperti e denunciati foto

Era successo lo scorso 5 dicembre nel supermercato di Piazza Matteotti. A finire nei guai un 20enne originario della Tunisia ma da parecchi anni residente a Carrara e un connazionale di 23 anni

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CARRARA – Il 5 dicembre scorso, in un supermercato del centro città, due giovani extracomunitari avevano rubato un paio di cuffiette, due powerbank per la ricarica dei cellulari e perfino un paio di calzini: in totale circa settanta euro di merce che dagli scaffali era finita direttamente nelle loro tasche, secondo il “classico” copione di questo genere di reati. Durante la fuga, però, i due avevano spintonato violentemente un’addetta alla sicurezza che aveva cercato di fermarli, perciò la loro posizione si era notevolmente aggravata. A distanza di alcuni giorni e grazie ad una meticolosa attività d’indagine, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Carrara sono riusciti ad identificare i due malviventi. Per loro è scattata una denuncia per rapina impropria in concorso.

Il primo a finire nei guai è stato un 20enne originario della Tunisia ma da parecchi anni residente a Carrara, un volto noto alle Forze dell’Ordine con svariati precedenti per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti, mentre il suo complice, individuato in un secondo tempo, è un connazionale di 23 anni, senza fissa dimora, che ha raccontato di essere arrivato a Carrara alla fine di novembre. I due, la sera del 5 dicembre, dopo aver gironzolato tra gli scaffali del supermercato che si trova a Carrara in Piazza Matteotti, avevano preso alcuni articoli di telefonia e li avevano nascosti sotto i giubbotti, poi alla cassa automatica avevano pagato soltanto uno snack di pochi euro ed erano usciti scontrino alla mano, come se nulla fosse. Tutta la scena era stata vista attraverso le telecamere da un’addetta alla sicurezza, che si era posizionata in prossimità dell’uscita per fermare i due ladruncoli e convincerli a restituire la merce che non avevano pagato, ma le cose non sono andate secondo i piani. I due stranieri, infatti, quando si sono ritrovati davanti l’incaricata della sicurezza che ha chiesto ad entrambi di aprire il giubbotto, senza pensarci due volte l’hanno spintonata violentemente e si sono dileguati.

I Carabinieri del Radiomobile, allertati dalla Centrale Operativa, in pochi minuti erano arrivati sul posto per raccogliere le prime notizie, seguiti dai colleghi del nucleo operativo, che insieme al Maggiore Cristiano Marella, Comandante della locale Compagnia, avevano raggiunto il supermercato per visionare “a caldo” i filmati della videosorveglianza. Grazie alle immagini delle telecamere, i militari dell’Arma sono riusciti a verificare tutti i movimenti dei due ladri nel supermercato, comprese le loro caratteristiche fisiche e soprattutto il loro abbigliamento, che ha fornito degli spunti d’indagine poi risultati molto importanti. Precisamente, nonostante entrambi avessero il volto coperto dalla mascherina, non è sfuggito all’occhio dei Carabinieri il particolare cappellino con visiera indossato da uno dei due, nonché i loro giubbotti e addirittura le caratteristiche delle scarpe, tutti dettagli che gli investigatori dell’Arma hanno memorizzato e comunicato alle pattuglie che quotidianamente girano per la città.

La svolta delle indagini è arrivata grazie alla conoscenza del territorio dei militari operanti, che si è rivelata ancora una volta un valore aggiunto per chiudere il cerchio intorno ai responsabili del furto. In sostanza, osservando minuziosamente i filmati, i militari hanno riconosciuto le sembianze del 20enne originario della Tunisia, una “vecchia” conoscenza per i suoi trascorsi legati allo spaccio di droga e alla ricettazione, due reati che spesso vanno a braccetto e sui quali i Carabinieri mantengono sempre alta la guardia.

Ottenuto un decreto di perquisizione firmato dal Pubblico Ministero Marco Mansi, gli uomini del Nucleo Operativo si sono presentati presso l’attuale abitazione del giovane, che vive a Bonascola, dove hanno trovato i vestiti che il aveva indosso la sera della rapina al supermercato, compreso l’inconfondibile berrettino con visiera che insieme alla mascherina gli era servito per camuffarsi. Inoltre, poco prima di entrare in casa, i Carabinieri hanno visto uscire dalla stessa abitazione un altro giovane originario della Tunisia, che grazie ai vestiti è stato riconosciuto per essere il secondo autore del furto nel supermercato. Quest’ultimo non era ancora stato identificato, trattandosi di un 23enne clandestino e senza fissa dimora, di cui si erano perse le tracce l’estate scorsa, dopo che era stato foto-segnalato dalla Questura di Trapani.

Quando il 20enne ha capito di essere stato riconosciuto dalle telecamere, ha ammesso le sue responsabilità, raccontando di aver commesso il furto insieme al suo connazionale, però non è stato in grado di restituire la refurtiva di cui nel frattempo si era disfatto. Il giovane non ha negato nemmeno di aver strattonato l’addetta alla sicurezza che aveva cercato di fermarli, reazione che comunque è costata cara ad entrambi, in quanto è scattata l’accusa di rapina impropria, reato più grave del furto.

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