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Caso Serinper, l’assessore Podestà: «Estranea a questa triste vicenda, mai favorito nessuno»

La titolare del Sociale del Comune di Montignoso, indagata, interviene con una lettera aperta: «Sono disposta a confrontarmi e difendermi in ogni sede. Pensiamo ai bambini e alle famiglie coinvolte»

MONTIGNOSO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dell’assessore al Sociale di Montignoso, Giorgia Podestà, raggiunta nei giorni scorsi da un avviso di garanzia relativo all’operazione “Accoglienza” (qui i dettagli).

«Sono stati giorni di amaro silenzio e riflessione. Come certo saprete, la scorsa settimana sono stata raggiunta da un’informazione di garanzia riguardante l’inchiesta Serinper e, dopo un primo momento di sconcerto e smarrimento, ho ritenuto opportuno presentare al Sindaco le dimissioni dall’incarico di Assessore al Sociale del Comune di Montignoso. Gesto apprezzato ma non raccolto da Gianni Lorenzetti che ringrazio per la rinnovata fiducia.
A questo punto, consapevole della mia estraneità ai fatti contestati e per rispondere ai tanti cittadini che mi hanno fatto arrivare attestazioni di stima e solidarietà, non mi resta che cercare di fare chiarezza su alcune parzialissime notizie riportate dalla stampa.
Chi mi conosce e chi ha lavorato al mio fianco in questi anni sa della passione e dell’impegno che ho messo nello svolgere la mia attività in assessorato.
Anni d’intenso impegno e di risultati mai raggiunti prima dall’amministrazione.
Abbiamo e stiamo tutt’ora attraversando un periodo complicato, causa l’emergenza sanitaria Covid, che ha stravolto la vita di famiglie (spesso già in difficoltà) alle quali abbiamo cercato di portare un aiuto concreto, dalla distribuzione dei buoni spesa a quella dei generi alimentari. Innumerevoli poi i progetti portati a termine o avviati durante il mandato in ambito di politiche sociali, edilizia residenziale pubblica, attività di prevenzione, pari opportunità, politiche giovanili, servizi all’infanzia e istruzione.
Tutto il mio operato si è svolto nella massima trasparenza e sempre dalla parte delle persone più fragili e bisognose, sempre al servizio della comunità.
Nel rispetto del ruolo e del lavoro della Magistratura inquirenti e pronta a qualsiasi ulteriore chiarimento sui fatti nei quali sono coinvolta, sono disposta a confrontarmi e difendermi in ogni sede,  certa della mia estraneità alle tristi vicende che hanno coinvolto la dirigenza della Serinper.
Posso tranquillamente affermare di non aver mai favorito alcuno e non mi risulta che, ad oggi, che alcuna delle mie conoscenze sia alle dipendenze dalla cooperativa stessa. Spiace, e questa è la cosa che maggiormente mi ferisce, che anni di intenso lavoro possano esser messi in dubbio dai “sentito dire” o supposti fatti per i quali non è ancora stata appurata una qualsiasi certezza.
La mia preoccupazione, e non certo l’ultima, è adesso rivolta ai minori e alle madri ospiti delle case famiglia oltre che agli stessi operatori sociali. A tutti loro dobbiamo garantire assistenza e certezze per il futuro.
Per l’intanto, ringrazio ognuno di voi per l’enorme affetto e la vicinanza mostratemi.»