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«Siamo senza tutele, lo Stato ci ha traditi». Il flash mob dei magistrati onorari del tribunale di Massa

Rose gialle a simboleggiare il «tradimento». «Il governo vuole portarci al precariato. Senza di noi la giustizia sarebbe ferma»

MASSA – «Quello che rivendichiamo è quello che rivendicano tutti i magistrati onorari d’Italia, cioè un riconoscimento delle minime tutele che spettano ai lavoratori: l’indennità per le malattie, assicurazione, la previdenza. Noi, attualmente, lavoriamo a gettone, ma di fatto coordiniamo questa professione con quella dell’avvocato. Ed è molto difficile.». A parlare sono Vanessa Castagna, giudice onorario del tribunale di Massa, e Deborah Bracco, vice procuratore onorario del tribunale di Massa, che questa mattina hanno preso parte al flash mob di protesta tenutosi proprio davanti all’entrata del tribunale di Massa e che ha seguito quelli di Genova e Firenze, tra le altre città, dopo l’autogenerazione del movimento a livello nazionale.

La figura dei magistrati onorari prevista dalla Costituzione è stata introdotta dal governo italiano alla fine degli anni novanta. Queste figure dovrebbero svolgere un ruolo ausiliario nell’occuparsi, come giudice unico, delle cause di minor valore. Di fatto, al giorno d’oggi, il nostro paese conta circa 5000 magistrati onorari, alcuni dei quali ricoprono il ruolo da quasi 20 anni, con una retribuzione a gettone di circa 98 euro.

«Si tratta in buona parte di avvocati, – si legge nella nota che ha accompagnato la protesta di stamane – che non possono esercitare la professione nel circondario del tribunale ove svolgono funzioni giurisdizionali, per ovvia incompatibilità, e che sono costretti a cercare di armonizzare gli impegni professionali con il notevole dispendio di tempo ed energie che comporta il tenere udienza come magistrato per diversi giorni la settimana, redigere le sentenze, studiare i fascicoli e preparare l’accusa da sostenere in aula. Questo perché quel legislatore che li ha prorogati per un ventennio, ha comunque ritenuto che il termine onorario lo esimesse dal corrispondere una retribuzione adeguata (viene corrisposta una indennità di 98 euro lordi ad udienza) e dal prevedere alcuna forma di previdenza e tutela giuslavoristica e che l’esercizio di una funzione essenziale come la giurisdizione potesse essere ritenuta un’attività delegabile a liberi professionisti. In realtà le funzioni svolte (del tutto sovrapponibili a quelle del giudice ordinario), l’inserimento stabile nelle tabelle organiche del Tribunale, con i conseguenti obblighi disciplinare di servizio, li rendono in tutto e per tutto dei lavoratori subordinati, che  se dipendessero al privato sarebbero totalmente fuorilegge, a cui lo Stato si ostina a non riconoscere alcuna tutela.».

La Corte Europea si è recentemente pronunciata proprio sulla questione, riconoscendo lo status di lavoratore subordinato, con tutti i diritti che ne conseguono, dando altresì corso a una prossima procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. La stessa infrazione che il Regno Unito ha evitato, nel recente passato, allineandosi con le sentenze di Strasburgo. «Il nostro governo sta facendo di tutto per riportarci al precariato. – dichiarano Deborah Bracco e Vanessa Castagna – Nonostante la senteza della Corte Europea ancora non veniamo riconosciuti come lavoratori.».

Molto forte anche la simbologia usata nel flash mob di questa mattina. Rose gialle e rose rosse tra le pagine dei codici civili o penali. «La rosa gialla simboleggia il tradimento dello Stato. Perchè il nostro stato ci ha tradito. – spiegano Bracco e Castagna – Mentre la rosa rossa vuole richiamare la protesta delle donne statunitensi degli anni ’20, che senza alcuni tipo di tutele nei posti di lavoro decisero di scendere in piazza.».

Per quanto riguarda la situazione all’interno del Tribunale di Massa, l’apporto che le figure dei magistrati onorari portano è vitale per il funzionamento dell’organo: «I V.p.o., in questo momento in cui la procura è scoperta di personale togato, si occupano di tutto quello che riguarda il monocratico e il giudice di pace. – dicono Bracco e Castagna – Nel civile, invece, gli onorari sono impegnati nella volontaria giurisdizione, giudici tutelari, con la supervisione del togato, inoltre si occupano dell’istruttorio e delle sentenze, anche immobiliari. Il tribunale di Massa senza gli onorari sarebbe chiuso praticamente.».

«Il presidente del tribunale di Massa (Paolo Puzone n.d.r.) è solidale, ha anche mandato una nota da trasmettere per via istituzionale al presidente della Corte d’Appello, al procuratore della medesima Corte e al Ministero della Giustizia. – concludono Bracco e Castagna – In generale tutta la Magistratura ci è vicina nella nostra battaglia. La protesta è rivolta allo Stato che di fatto non riconosce il nostro ruolo, siamo trattati come dei lavoratori a nero. La speranza è che, dopo questo movimento spontaneo senza sigle alle nostre spalle, il messaggio venga recepito. Non ci sono altre mobilitazioni in programma, speriamo che a gennaio la situazione possa avviarsi verso una soluzione».