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«Noi vittime di vandalismi e abbandono». I residenti del Lungofrigido lanciano il grido di allarme

«È necessario aprire e mantenere un canale di comunicazione diretto e permanente fra chi amministra la sicurezza della nostra città così da evitare che nessuno debba pensare di farsi giustizia da soli»

MASSA – «Ancora una volta siamo vittime di gravi atti di vandalismo». Questo il grido di allarme che i residenti rimandano al Gruppo di Vicinato Lungofrigido di Ponente, il gruppo di controllo di vicinato, che si trova a Marina di Massa. «Negli ultimi mesi fenomeni di teppismo e vandalismo sono andati via via intensificandosi – raccontano – fino agli ultimi episodi della scorsa notte, dove i residenti hanno avuto la spiacevole sorpresa di trovare auto e vetrine vandalizzate. Si tratta di danni da migliaia di euro, che oramai frequentemente e ciclicamente si ripresentano, a causa dell’assenza di qualsiasi valido deterrente: questo fa si che i malintenzionati possano agire indisturbati nel buio, favoriti dalla scarsa illuminazione delle strade immediatamente adiacenti a Piazza Betti, senza contare la totale assenza di telecamere funzionanti che inquadrino tali vie prospicienti, alimentando un clima di sfiducia e tensione fra i residenti, che assistono a frequenti episodi di spaccio e scabrosi eventi, in una Marina che si abbandona, ormai, alla decadenza e all’isolamento».

«Mentre, infatti, durante l’estate la sola piazza Betti si presenta turisticamente preparata, basta allontanarsi di poco per notare edifici turistici abbandonati, spesso centrale di spaccio – lamentano i residenti delle zone limitrofe al centro di Marina di Massa – Se non siamo in grado di investire in uomini e mezzi con pattugliamenti notturni, in sistemi di videosorveglianza efficaci, e in una migliore illuminazione come deterrente, rischiamo di ritrovarci in un nuovo far west, dove vige la regola del più forte. Le denunce sembrano non sortire ormai più alcune effetto, mortificando soltanto chi sta alle regole, anche in questi periodi di pandemia e restrizione della socialità».

«Per questo è necessario aprire e soprattutto mantenere un canale di comunicazione diretto e permanente fra chi amministra la sicurezza della nostra città e gruppi riconosciuti come il nostro, così da evitare che nessuno debba pensare di farsi giustizia da sol – conclude il Gruppo di vicinato del Lungo Frigido – Il ripristino del decoro urbano e della sicurezza è oggi una necessità e non una opzione».