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Autodemolizione abusiva sulle colline del Candia, sequestrato il terreno e denunciato il proprietario foto

I Carabinieri Forestali della Stazione di Massa hanno messo i sigilli a un deposito di auto fuori uso ed altri rifiuti

MASSA – Autodemolizione abusiva sulle colline del Candia, i carabinieri forestali della stazione di Massa sequestrano un terreno diventato un deposito di auto fuori uso ed altri rifiuti. Nell’ambito dei servizi per la prevenzione e repressione dell’abbandono di rifiuti  i militari hanno individuato, tra i vigneti, un terreno vista mare dove erano abbandonati una quindicina di veicoli fuori uso, incidentati o comunque non più funzionanti.

La vista del terreno era mascherata ad arte con reti ombreggianti e vegetazione rigogliosa. Molte delle auto, depositate in modo caotico, erano prive di parti meccaniche essenziali e carrozzeria, ma contenevano ancora l’olio lubrificante e altri liquidi pericolosi per l’ambiente. Sul terreno circostante erano sparsi disordinatamente parti di autoveicoli, una barca in vetroresina e altri rifiuti di differente tipologia (teli e contenitori di plastica, taniche e fusti metallici e altri materiali misti).

Dalle verifiche effettuate tramite rilievi gps e accessi alle banche dati i militari hanno individuato il proprietario del terreno e acquisito i dati identificativi degli automezzi, per lo più privi di targa, per risalire agli ultimi proprietari Convocato il  responsabile di questa attività abusiva, i carabinieri della Tutela Forestale di Massa hanno quindi proceduto a sequestrare l’intera area, apponendo i sigilli al cancello d’ingresso.

Il responsabile è stato deferito all’autorità giudiziaria per gestione illecita di rifiuti anche pericolosi e, oltre a rispondere in sede penale, dovrà provvedere a smaltire correttamente i rifiuti che ha accumulato sul suo terreno. Seguiranno ulteriori indagini per verificare se vi siano responsabilità anche da parte dei proprietari delle auto, per non essersi assicurati del corretto smaltimento dei loro mezzi, e di altri soggetti che si sospetta abbiano collaborato a questa attività, che costituisce una concreta minaccia all’integrità ambientale e paesaggistica delle nostre colline.