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«Circa 50 infermieri col covid a Massa-Carrara: mancano screening e controlli periodici per il personale»

La denuncia del Nursind: «Non sono adeguatamente protetti, pertanto viene meno la sicurezza della collettività. Pronti a rivolgerci alle autorità competenti»

MASSA-CARRARA – «Gli infermieri dell’Azienda Usl a Massa-Carrara non sono adeguatamente protetti, pertanto viene meno la sicurezza della collettività. Infatti, da aprile a oggi, il personale infermieristico non è stato sottoposto ad alcuno screening per covid-19, tantomeno è stato creato un sistema di controllo periodico a cadenza regolare per isolare i positivi». A denunciare la situazione è il Nursind, il sindacato degli infermieri, con la sua segreteria territoriale apuana.

«Sembra di vivere una situazione surreale. Sono vari mesi – affermano dal sindacato – che sollecitiamo l’Azienda Usl Toscana Nord-Ovest perché organizzi un sistema atto a monitorare il personale infermieristico delle Apuane e della Lunigiana. Inoltre, dal mese di maggio, stiamo chiedendo di dare la possibilità di fare un tampone ogni 30 giorni a chi lavora in setting o servizi “no-covid” e 1 tampone ogni 15 giorni per chi lavora in setting o servizi “Covid”, fino alla fine della pandemia».

«Da aprile ad oggi – prosegue l’intervento del Nursind – non abbiamo avuto alcuna risposta esaustiva, piuttosto ci è stato detto che il sistema di controllo viene svolto dalla medicina preventiva sulla base delle schede compilate dai singoli operatori, ogni volta che questi ultimi vengono a contatto con pazienti o colleghi positivi al Covid-19. Tale sistema si è dimostrato inefficace infatti, specialmente nella zona delle Apuane, si registrano circa 50 infermieri in malattia con covid, e c’è da sottolineare che il numero aumenta di giorno in giorno. A oggi, queste assenze vanno a compromettere lo svolgimento dei servizi. Nei Setting Covid intensivi, ma non solo, dell’Ospedale delle Apuane».

«Il personale infermieristico – evidenzia il sindacato – è costretto a prendere in carico molti più pazienti rispetto a quelli che gli spetterebbero. Tutto ciò non garantisce al cittadino la giusta assistenza e mette a rischio i professionisti infermieri. A sostegno delle nostre richieste vi è stata una delibera regionale, la n.96 di ottobre 2020, la quale impone alle aziende sanitarie di effettuare lo screening del personale sanitario al fine di tutelare i professionisti e i cittadini».

«A oggi diciamo pubblicamente ad Azienda Usl Toscana Nord-Ovest, in particolare al dipartimento della Prevenzione, di mettere in campo un sistema per monitorare costantemente la salute degli infermieri delle Apuane e della Lunigiana, una completa revisione dei percorsi covid e “no-covid” in tutti i presidi ospedalieri e territoriali, e sempre all’interno di questi, un’intensificazione della sanificazione e pulizia oltre che dei percorsi anche dei luoghi comuni come, ad esempio, le docce del personale e i setting non dotati di microclima, come il pronto soccorso delle Apuane e tutti i servizi territoriali. Se ciò non accadrà, siamo pronti a rivolgerci alle autorità competenti».