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Regolamento agri marmiferi, a Carrara raffica di ricorsi delle aziende del lapideo

Il vicesindaco Matteo Martinelli: «Il ricorso in tribunale non è più un'arma per far valere i propri diritti ma sembra essere diventato uno strumento per paralizzare qualsiasi tentativo di modificare e innovare»

CARRARA – Quindici ricorsi sulle nuove tariffe del marmo formalizzate ad agosto; 4 ricorsi sul sistema di tracciabilità; 6 ricorsi sul nuovo regolamento degli agri (tra cui uno cumulativo presentato da Confindustria a nome di una trentina di imprese) e 22 ricorsi sulla ricognizione degli agri marmiferi, entrambi approvati dal Consiglio comunale a luglio. Dall’estate appena trascorsa a oggi, sono già quasi una cinquantina i contenziosi legali avviati dalle imprese del marmo contro le novità introdotte in materia di gestione del lapideo.

«Una impennata che sintetizza in un numeri la risposta delle aziende all’azione riformatrice dell’amministrazione ma che conferma anche quello che ormai dalla fine della stagione degli accordi (tra il 2008 e il 2015) è stato il modus operandi dei privati: portare il piano dello scontro dalle stanze della politica ai tribunali. Un certo livello di contenzioso è fisiologico e comprensibile: non pensiamo certo che i nostri atti siano infallibili e inoppugnabili. Qui però siamo davanti a qualcosa di diverso. Il ricorso in tribunale non è più un’arma per far valere i propri diritti ma sembra essere diventato uno strumento per paralizzare qualsiasi tentativo di modificare e innovare le politiche per la gestione del lapideo» commenta Matteo Martinelli, vicesindaco con la delega al Marmo.

«Questo atteggiamento dispiace perché le nostre azioni sono state oggetto di confronto con tutti i portatori di interesse, incluse le aziende del marmo. Abbiamo ascoltato e ci siamo confrontati, in qualche caso anche scontrati, come è logico che sia. Quando è arrivato il momento di fare delle scelte, ci siamo dati come unico faro l’interesse della comunità nel suo complesso. Un interesse che contempla aspetti economico-sociali, a breve e lungo termine, ma anche altri fattori come ad esempio la tutela di sicurezza, ambiente e paesaggio. Ebbene se qualcuno crede di fermare questo percorso a suon di ricorsi non solo sbaglia ma dimostra di non saper cogliere lo spirito del tempo e della città in cui vive» aggiunge il vicesindaco.

Martinelli conclude con una riflessione: «Alcuni imprenditori lamentano e sicuramente soffrono della scarsa popolarità che hanno tra i cittadini. Le ragioni di questo sentimento sono sicuramente molteplici e non possono essere certo ricondotte a un’unica causa. Certo è che il ricorso eccessivo al contenzioso legale non fa certo bene alla loro immagine. Auspichiamo che il nuovo corso dell’associazione industriali riuscirà a dare maggiore voce alla parte più’ collaborativa dell’imprenditoria carrarese».