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La polizia smantella centrale dello spaccio a Massa: tre in manette foto

Si tratta di due magrebini e un nomade. È successo nella zona di via Fattoria, già teatro del tentato omicidio alcune settimane fa

MASSA – La Squadra Mobile della Questura di Massa-Carrara ha eseguito due misure di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti cittadini magrebini, senza fissa dimora in Italia, che gravitavano in alcune case abbandonate nella zona industriale a ridosso della zona dei campeggi a Marina di Massa, e una terza nei confronti di un cittadino di origine nomade già sottoposto all’obbligo di firma per precedenti attività delittuose commesse in questa provincia.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura apuana, impegnati da tempo a monitorare i vari episodi di spaccio di sostanze stupefacenti che partivano, con unico filo conduttore, da personaggi stanziali nei pressi dell’ex colonia Motta, passando per la zona di piazza Betti e dintorni fino a risalire alla zona delle case abbandonate di via Fattoria.

Un lungo e certosino lavoro, quello della Polizia di Stato, di ricostruzione delle fasi dello smercio di droga operato dal sodalizio criminale smantellato dalla Squadra Mobile, che annoverava tanti clienti “affezionati” della “polvere bianca” spacciata nella “centrale” di via Fattoria.

I riscontri operati sul territorio e attraverso le riprese video dei momenti salienti ed importanti delle varie cessioni, che hanno attestato il notevole traffico di droga in quella zona, hanno consentito di far luce sull’intenso andirivieni di clienti che si recava in quei posti, di notte e di giorno, per acquistare lo stupefacente.

La zona di via Fattoria, ritrovo di sbandati e luogo di illeciti commerci di stupefacenti, era stata già teatro del tentato omicidio di un magrebino, da parte di un soggetto, identificato e poi arrestato dalla Squadra Mobile (qui i dettagli), in seguito all’indagine coordinata dal procuratore capo Piero Capizzoto e dal sostituto Dello Iacono.

A conclusione dell’incessante lavoro investigativo, l’Autorità Giudiziaria, di fronte all’inoppugnabile riscontro probatorio, ha emesso le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. I tre sono stati tradotti al carcere di Massa.